Il Tirreno

Versilia

Da Pietrasanta all’Ucraina, parte il viaggio della speranza: «Ecco come aiuteremo chi fugge dalla guerra»

Luca Basile
Da Pietrasanta all’Ucraina, parte il viaggio della speranza: «Ecco come aiuteremo chi fugge dalla guerra»

Sul bus gran turismo dei fratelli Verona beni di prima necessità per i rifugiati: «Torneremo con sessanta o settanta persone che affidano la propria vita a noi»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Sono le 17 di un pomeriggio gelido e insolitamente silente dalle parti del parcheggio del Terminal quando l’autobus dei fratelli Verona si mette in moto. Davanti agli 8 “passeggeri” – due autisti, due infermieri, un traduttore, due fotografi e don Roberto, parroco di Ripa e Strettoia – un viaggio lungo 1500 chilometri per raggiungere prima Sacueni in Romania, dove verranno consegnati viveri e vestiario e poi il confine con l’Ucraina: ad attenderli, là dove la guerra si è insinuata nel quotidiano dilaniato di un popolo, 60, forse 70 fra bambini, mamme e anziani che scappano dalle bombe e da una vita che non hanno più. Qualcuno lo ha definito un “viaggio della speranza” e dietro questa etichetta non c’è retorica o banalità di sintesi, ma la cruda istantanea di un momento dove il divenire, di ora in ora, si fa sempre più incerto e doloroso.

«Viaggiare in questo caso – spiega Piero Verona promotore dell’iniziativa di solidarietà e titolare della società insieme al fratello Riccardo – significa raggiungere chi ha perso tutto e accompagnarlo verso una nuova casa. Per questo insieme al maestro Michael Guttman abbiamo manifestato al Comune e alla Fondazione Versiliana il nostro intento e li ringraziamo per l’aiuto in questa organizzazione».

Il bus gran turismo dei fratelli Verona porta in dote 84 posti e un carico di 240 cartoni fra generi alimentari, articoli per l’igiene personale, vestiario. «Un altro carico di beni, che ha avuto come referente don Roberto, partirà, nella giornata di domani, sempre verso la Romania: sono in contatto con il Sindaco della città di Sacueni mi ha assicurato che non ci saranno problemi, che tutto è stato formalmente definito e che i profughi ci aspetteranno alla frontiera: quindi una volta scaricati viveri e vestiario riprenderò a guidare il bus per altri 100 chilometri, verso il confine. E non ripartirò fino a quando sul mezzo non ci saranno tutte le 60, forse 70 persone che hanno deciso di affidare le loro vite a noi. Spero di essere in grado, insieme a tutti gli altri, di potere gestire il tutto nel migliore modo possibile: in linea di massima dovremmo essere di ritorno giovedì sera e mi fa enorme piacere assistere a questa volontà di contribuire e condividere da parte di un numero crescente di persone. Dalle parole al fare il messaggio che arriva dalla nostra terra è importante» precisa Verona.

Che aggiunge: «Sono stato contattato dalla Rai che voleva saperne di più di questo nostro viaggio, così come mi hanno chiamato giornali, fondazioni e famiglie. Dobbiamo, però, essere concreti: una volta tornati in Versilia ad accogliere queste mamme, questi bambini che stanno fuggendo dalla guerra, saranno infatti alberghi come l’hotel Pineta Mare di Lido di Camaiore che metterà a disposizione 20 posti letto, così come si apriranno le porte del Centro Arti Visive di Pietrasanta. Una mano, significativa, è pronta a darla anche la Fondazione intitolata a Dario Fo e Franca Rame: una struttura, che si trova a Gubbio, dove molte di queste persone potranno trovare un tetto sotto cui stare per tutto il tempo, speriamo per loro poco, ma temiamo lungo, che servirà».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41277780:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2022/03/05/news/don-roberto-parte-per-il-fronte-porto-viveri-e-torno-coi-profughi-1.41277780]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web