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Versilia

Camaiore, bufera sul punto di ascolto creato dal candidato Pardini: «È propaganda elettorale»

Gabriele Buffoni
Camaiore, bufera sul punto di ascolto creato dal candidato Pardini: «È propaganda elettorale»

Tutti contro ll’iniziativa lanciata da "Scelta Civica" - lista in corsa per le prossime amministrative - di costituire nella propria sede elettorale un progetto per le donne vittime di violenza

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CAMAIORE. È bufera a Camaiore sull’iniziativa lanciata da "Scelta Civica" - lista in corsa per le prossime amministrative e presieduta da Pier Francesco Pardini - di costituire nella propria sede elettorale un punto d’ascolto per le donne vittime di violenza. Oltre all’assessora al sociale di Camaiore Anna Graziani, dure sono state le prese di posizione sia del comitato elettorale a sostegno del candidato del centrosinistra Marcello Pierucci che della Casa delle Donne di Viareggio.

«Apprendiamo con sconcerto di quest’iniziativa - dichiarano le liste a sostegno di Pierucci - l’unica spiegazione possibile è che da "Scelta Civica" sia stato compiuto un maldestro e becero atto di propaganda elettorale». «Per poter garantire accoglienza e supporto alle donne che si rivolgono ad uno sportello di ascolto occorre fornire servizi basti sulla conoscenza del fenomeno - spiegano dalla Casa delle Donne - non è sufficiente una preparazione in diritto di famiglia o in psicologia, servono esperienza e formazione. Ma soprattutto bisogna operare nel rispetto dei diritti fondamentali delle donne, tra cui riservatezza e anonimato. Come possono essere garantiti questi presupposti fondamentali in uno sportello posto all’interno di una sede elettorale? Improvvisare senza coinvolgere l’unico centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione sul territorio versiliese è estremamente controproducente proprio ai fini del contrasto al fenomeno». Immediata anche la replica di "Scelta Civica" che difende la propria iniziativa.

«Con questo progetto - spiega Pardini - non miriamo a screditare le iniziative già presenti e attive ma vogliamo istituire qualcosa in più, affiancandoci alle organizzazioni riconosciute a livello istituzionale: il nostro unico scopo è offrire un ulteriore aiuto a donne in difficoltà e in maniera del tutto gratuita: ci auguriamo - conclude - che l’amministrazione ripensi alle proprie esternazioni e si scusino con tutte le donne che potrebbero rivolgersi al nostro punto d’ascolto con la massima garanzia di professionalità e riservatezza».

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