Sant'Anna, dal luogo-simbolo della pace un lungo corteo contro la guerra - Il video
Il Tappeto del mondo realizzato da migliaia di donne steso sul prato del Monumento Ossario. «Subito dopo la strage i sopravvissuti raccontavano che troppo avevano sofferto e che la risposta è nell’amore»
SANT'ANNA DI STAZZEMA. I colori delle bandiere della pace e quelli del Tappeto del mondo, nella mattina di domenica 6 marzo, dominavano il cielo azzurro e il prato verde al Monumento Ossario. Una fiumana di persone ha sfilato dalla chiesa a Col di cava per dire no al conflitto della Russia contro l’Ucraina.
L’appello è partito da uno dei luoghi in cui la violenza, la guerra e la morte si sono mostrati in tutta la loro crudezza e sofferenza. Nello stesso momento, sempre ieri mattina, la stessa manifestazione si è svolta in concomitanza a Marzabotto, a Casa Cervi, a Campo di Fossoli e a Risiera di San Sabba a Trieste. A fine mattinata, qualcuno, prima di lasciare il Parco nazionale della Pace, ha fatto anche una visita al Museo della Resistenza: c’è chi ascoltavano in silenzio il documentario prodotto dal museo che racconta la storia di Sant’Anna, e chi guardava cupo le immagini in bianco e nero della distruzione della seconda guerra mondiale in Versilia; e se non fosse per la mancanza dei colori quelle immagini assomiglierebbero a quelle che oggi i telegiornali mostrano di alcune città dell’Ucraina.
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Quando il corteo ha raggiunto il Monumento Ossario ci sono stati alcuni interventi, fra cui alcune parole pronunciate da tre superstiti della strage: Mario Marsili, Romano Berretti e Siria Pardini. Ha preso poi parola Graziano Lazzeri, come rappresentate dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, che ha letto “L’appello di pace” di Mario Luzi, scritto per il cinquantesimo anniversario dell’eccidio del 12 agosto. «Ci sembra ancora oggi un appello sentito – ha detto Lazzeri – che richiama gli uomini alla loro responsabilità, ricorda che nella guerra ci sono fratelli che uccidono i loro fratelli. Richiama ogni singolo individuo alla presa di coscienza e alla consapevolezza. Ci è parso di completare così questa giornata, in cui abbiamo voluto dire no alla guerra che tutto distrugge e spazza via». Una manifestazione del genere – in questi giorni ne sono state organizzate molte nelle piazze italiane – non poteva non svolgersi proprio nel Parco nazionale della Pace di Stazzema.
È stato un evento molto pacato, senza personalità politiche e istituzionali di peso, ma con tanti cittadini versiliesi che disapprovano costa sta accadendo in Ucraina. «Fin dai primi momenti successivi alla strage, i sopravvissuti, così orribilmente sfregiati dalla violenza di altri uomini umili, raccontavano prima di tutto una cosa: che troppo avevano sofferto – dice Lazzeri – Il conflitto, la guerra e violenza non sono la risposta. La risposta è nell’amore. A Sant’Anna di questo messaggio ne abbiamo fatta una missione, un lavoro che negli anni ha portato alla nascita del Parco nazionale della Pace e del museo, che si adoperano per questo. In questa piazza hanno ucciso donne e bambini in nome di ideologie perverse che hanno portato a compiere atti di un’atrocità immane. Perciò il lavoro di educazione e diffusione dei valori di pace e libertà e rispetto servono a per prevenire tutto questo».
Dal Monumento Ossario ha preso parola anche il sindaco Maurizio Verona e l’ex parlamentare Carlo Carli. Steso a terrà c’era il Tappeto del mondo che è stato realizzato, in collaborazione con l’associazione i Colori per la Pace, da migliaia di donne in occasione del 75° anniversario della strage di Sant’Anna. Era solo una parte del tappeto colorato che ha una lunghezza di un chilometro e 400 metri. Fra quei colori di stoffa c’era anche una piccola parte di tappeto, 50 centimetri per 50, proveniente dall’Ucraina. Infine ha suonato la campana della pace.
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