Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio, le magnifiche sette che sfileranno nel cuore dei corsi mascherati

Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio, le magnifiche sette che sfileranno nel cuore dei corsi mascherati

Le carrette fuori concorso di nuovo protagoniste dei corsi. Autofinanziate, promettono di regalare sorrisi e allegria 

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VIAREGGIO. Sono rimaste (volontariamente) a guardare i corsi mascherati del Carnevale Universale dello scorso autunno e ora sono pronte per tornare sui viali a mare portando la loro ventata d’allegria. Potremmo chiamarle “le magnifiche sette” perché tante sono le pedane aggregative, cioè le carrette fuori concorso interamente autofinanziate, che partecipano al Carnevale: la Fondazione ha confermato per il triennio 2021-2023 gli stessi gruppi che hanno presenziato fino a oggi. Per inciso, lasciatecelo dire: a settembre e ottobre abbiamo avuto la riprova – ma non ne avevamo certo bisogno – che non sono loro a rallentare la sfilata...

Partiamo dal gruppo più longevo, quello dei Burlamatti: era l’anno 2000 quando sfilarono per la prima volta e da quel momento non si sono più fermati se non assieme a (quasi) tutte le altre realtà l’anno passato. Come sempre, vanno a pescare il titolo tra le vecchie canzoni della nostra tradizione e stavolta la scelta è caduta su “Sapore di Carnevale” dell’indimenticato Pierino Ghilarducci. Le maschere – circa centoventi – sono vestite da chef e sui lati della carretta verranno riprodotte le ricette più famose della cucina viareggina.

Hanno fatto una scelta simile i Burlamania, presenti da più di dieci anni, che ricordano il cantante Egisto Olivi riprendendo una strofa di “Come un coriandolo”, vale a dire “Spegne l’inverno e accende i colori” con riferimento alla pandemia e alla necessità di riportare un po’ di brio nelle nostre vite: ecco allora dispiegato un esercito di 120 pompieri particolari.

Arrivano da Corsanico, frazione in collina di Massarosa, i bellissimi abiti del Carneval Corsaro: “L’anno del dragone” è il titolo del loro progetto ispirato alla cultura cinese, bistrattata nell’ultimo biennio per i motivi che ben conosciamo. Quattro i costumi, due maschili e due femminili – per gli uomini soldato semplice e generale, per le donne imperatrice con abito lungo e corona da nobildonna e una Mulan rivisitata, una donna soldato per sfidare tradizione e sessismo.

I Salmastrosi ci riportano invece indietro di un paio di mesi con “Tanti Burla-auguri, ce n’è bisogno”: saranno tutti mascherati da elfi tra doni, bastoncini di zucchero e un Burlamacco in versione Santa Claus.

Graffiante, se vogliamo, la satira del Carnevaldarsena con “Tempi moderni”: travestite da pecore, le maschere rappresentano coloro che seguono le mode o certe opinioni senza starci a riflettere. Al centro della carretta c’è Charlie Chaplin. Assieme alla Darsena anche un’altra realtà rionale, il Carneval Puccini di Torre del Lago aggregatosi al gruppo #nonsolounacarretta-Bagno Aretusa che aveva sfilato (senza carretta) a settembre: “Per un pugno di dollari” è un omaggio al genio immortale Ennio Morricone tra cowboy e donne in abiti ottocenteschi in un’ambientazione da Far West. Realizzato con l’aiuto degli ex mascheratisti Daniele Chicca e Rudy Mazzone, il progetto segna il ritorno del rione torrelaghese ai corsi mascherati: sarà naturalmente presente Gambe di Merlo, maschera del rione.

Il giorno di Martedì Grasso sfilerà anche la carretta dell’istituto don Milani, giunta alla sua quattordicesima partecipazione, con un progetto dedicato all’ambiente e alla Viareggio di ieri messa a confronto con quella dei tempi nostri attraverso il racconto dei suoi artisti più famosi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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