Carnevale di Viareggio, ecco le dieci giovani promesse dell’arte di plasmare la cartapesta
Allo stesso modo in cui alla Coppa Carnevale ammiriamo futuri calciatori quando sono ancora degli illustri sconosciuti, tra qualche anno potremo dire di aver visto certi costruttori muovere i primi passi da mascheratisti
VIAREGGIO. Avete letto che qualche giorno fa la canzone "Con un deca" degli 883 ha festeggiato trent’anni? Ebbene, pure Burlamacco tira fuori il suo "deca": sono infatti dieci le opere in gara nella categoria delle maschere isolate, dove si cimentano per la prima volta con l’arte della cartapesta i carristi del domani. Proprio così: allo stesso modo in cui alla Coppa Carnevale ammiriamo futuri calciatori quando sono ancora degli illustri sconosciuti, tra qualche anno potremo dire di aver visto certi costruttori muovere i primi passi da mascheratisti.
Così come tra le mascherate di gruppo il campione in carica omaggia la cultura viareggina, il vincitore dell’ultima edizione Michelangelo Francesconi si affida alla canzone di Egisto Malfatti "Polvere di sole" per invitarci ad affrontare con leggerezza le avversità che la vita ci mette di fronte.Altro cantante, altra maschera isolata: quella di Michele Deledda si chiama "Battiato. Eterni orizzonti" e ricorda l’artista siciliano morto lo scorso anno rappresentandolo come sulla copertina de "La voce del padrone".Attinge dal mondo della letteratura fantasy Susanna Carofiglio con "WicCan do it": protagonista della costruzione è Minerva McGranitt, la strega della saga di Harry Potter, a cui l’attrice Maggie Smith ha prestato il volto.
Decisamente attuali i personaggi scelti da Lorenzo Paoli e dal vicecampione di un anno fa Andrea Scaccianoce: con "Se ci credi, niente è impossibile" Paoli fa debuttare in versione cartapesta la campionessa di scherma paralimpica Bebe Vio, mentre con "Verso l’infinito e oltre" Scaccianoce immagina Jeff Bezos, il patron di Amazon, come il Buzz Lightyear di "Toy story" dopo il suo viaggio nello spazio.Gioca con le parole e va a ripescare una famosa regina egizia Andrea Giulio Ciaramitaro che propone "Cleopatria": la costruzione è una denuncia contro le violazioni dei diritti umani in Egitto - basti pensare alla vicenda di Patrik Zaki -, ma anche un monito a farsi forza della propria storia per guardare con speranza al futuro.
Con "Il rogo della satira", invece, Serena Mazzolini parla dell’autocensura in atto in una società mediatica sempre più polemica su qualsiasi argomento e per questo raffigura la satira come una strega della tradizione spagnola messa al rogo.Dubbi amletici per Alessandro Vanni con "To bit or not to bit? ": un robot s’interroga sui progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, chiedendosi che ne sarà dell’uomo davanti alla produzione di macchine che gli si avvicinano sempre di più in tema di desideri e ambizioni.
Edoardo Spinetti rispolvera l’araba fenice con "Rise" in quello che vuol essere un simbolo di speranza e forza per tutti e di rinascita dalle proprie ceneri, mentre Federica Bonetti ci ricorda che "Il tempo non ha età": la maschera è un inno alla vita e invita gli spettatori a coglierne la magia in ogni attimo. La vita, aggiunge lei, è una giostra che non si ferma mai: se oggi gira con te, domani girerà ancora con i ricordi che hai lasciato. E auguriamoci che questo Carnevale della rinascita, per riallacciarci all’opera di Spinetti, ce ne lasci davvero tanti, di ricordi indelebili.
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