Carnevale di Viareggio, la denuncia di Vannucci contro il sistema che ci manipola: ecco “Svalutation”
Il nome del carro ricorda il titolo di una canzone di Celentano ma il tema fa riferimento alla realtà in cui siamo immersi
VIAREGGIO. La scena è più o meno questa: entriamo in uno degli hangar della Cittadella e, accolti dalle maestranze, ci facciamo dire dove possiamo trovare il carrista che stiamo cercando. Il motivo, come capirete andando avanti nella lettura, è la presentazione della sua nuova costruzione di prima categoria. Il nostro uomo è su un trabattello, intento a dipingere un pezzo del carro. «Oh Roberto, ma lo sai che il titolo mi fa venire in mente la canzone “Svalutation” di Adriano Celentano?». E Roberto, che poi di cognome fa Vannucci, ci risponde: «In effetti, ora che ci penso, il personaggio principale quando si muove sembra un molleggiato». Perfetto, allora procediamo con l’anteprima di “Manipulation”.
IL TEMA
«L’argomento, secondo me, è tutt’altro che scontato – esordisce Vannucci – anzi, è attualissimo: la nostra vita è manipolata, ci viene detto quello che dobbiamo fare e non fare… Di più: non è mai stata così manipolata come in questo momento». Un esempio pratico? «Prendi i telefoni: siamo costantemente controllati, ormai hanno acquisito tutti i nostri dati e conoscono i nostri gusti in modo da farci proposte e offerte mirate. Verrebbe quasi da non utilizzarli più, e invece continuiamo a farlo. Per questo dico che siamo coscienti e incoscienti allo stesso tempo: sappiamo di essere manipolati da un sistema che ci sta incastrando, eppure non facciamo niente per liberarci da certe situazioni». Complottisti e dietrologi, intanto, si mettano l’anima in pace: no, non è un carro per contestare i verdetti della passata edizione, quando Vannucci arrivò – immeritatamente, a detta di molti – soltanto settimo. «Non lo è perché questo bozzetto è stato presentato ben prima che sfilassimo con i vecchi carri, quindi non potevo certo sapere come sarebbe andata a finire con le classifiche. Ti posso certamente dire che sono rimasto amareggiato da quel risultato, questo sì. Ma io non contesto mai nulla, anche per rispetto verso i miei colleghi».
IL CARRO
A colpo d’occhio, la struttura ricorda molto quella dell’anno scorso, con cinque grandi torri a fare da scenografia. E se perfino uno come Vannucci, abituato a stravolgere ogni volta l’architettura delle sue costruzioni, arriva a lasciare intatto qualche elemento vuol dire che non si poteva fare diversamente: «È stato tutto dichiarato alla commissione progetti – ci spiega – è stato un anno particolare, ci siamo ritrovati a demolire i vecchi carri e a realizzare quelli nuovi in pochissimo tempo: non ci siamo risparmiati, abbiamo modellato 12 figure diverse alte quattro metri e ne siamo molto felici». Andiamo a scoprirle, allora: disseminate tra tutte le cinque torri, che si sposteranno a destra e sinistra, rappresentano i popoli del mondo manovrati dal personaggio centrale, una misteriosa figura con tuba e completo rosso «che si muove proprio come un manipolatore così come lo scorso anno sembrava veramente che il mascherone di Ezio Bosso stesse suonando il pianoforte». Del resto, aggiunge Vannucci, «quando si rappresenta qualcosa bisogna farlo bene e i movimenti devono essere realistici e funzionali al significato del carro, e con la fantasia e l’esperienza si ottengono buoni effetti: il mascherone principale raggiunge un’altezza di 17 metri, un bestione immenso». E i movimenti? «Apre gli occhi e la bocca, da cui escono delle luci che illuminano tutto. E poi muove gli arti, addirittura s’inginocchia: abbiamo utilizzato cinque-sei snodi per gamba per arrivare a questo risultato». Così come luci, anche la colonna sonora sarà psichedelica, con qualche brano dei Pink Floyd (hai detto nulla…). Perfettamente coerenti con questo quadro i costumi dei figuranti, «dei pagliacci particolari, anche qui coscienti d’essere incoscienti». Sai com’è, repetita iuvant.
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