Italia
Elezioni a Camaiore, Bertola non chiude a Bonuccelli: «Ma non è lei la scelta migliore»
L’ex sindaco non dimentica il fatto che l’avvocata di FdI nel 2017 si schierò con la lista di Marco Daddio
CAMAIORE. Giampaolo Bertola non pone veti. Neppure sul nome di Claudia Bonuccelli – l’avvocatessa ex An su cui sembra stiano convergendo le anime interne a Fratelli d’Italia per esporre la propria preferenza – come potenziale candidata a sindaco unitaria per il centrodestra. Eppure, solo all’idea, l’ex primo cittadino di Camaiore non riesce a trattenersi dallo storcere il naso. Quasi come se l’ipotesi gli scatenasse una reazione istintiva. «Ma non c’è rancore personale – tiene a ribadire – è solo che la ritengo una scelta incoerente per il centrodestra. E poco vincente, sia per la presa che il suo nome avrebbe sui cittadini di Camaiore sia per una mera questione di meritocrazia politica: quando tutta la coalizione si incontrò, mesi fa decidemmo di proporre un candidato unitario che potesse vantare cinque anni di opposizione all’amministrazione uscente di centrosinistra. E lei questo curriculum non lo rappresenta per un semplice fatto: nel 2017, all’ultima tornata elettorale, Bonuccelli si schierò contro il centrodestra facendo da portabandiera alla lista di Marco Daddio».
Difficile credere che il solo ricordo delle elezioni che sancirono il secondo mandato di Alessandro Del Dotto – e che videro proprio Bertola sconfitto anche a causa del gambetto di Claudia Bonuccelli, sua ex assessora, che si schierò con l’avversario Daddio – non sia per l’ex primo cittadino una questione personale. Ma l’attuale leader della lista civica “Futuro nelle radici”, potenziale ago della bilancia negli equilibri interni (apparentemente piuttosto stiracchiati) al centrodestra camaiorese, lo ribadisce con forza. «Sebbene molti me lo abbiano chiesto anche a questo giro – rivela Bertola – mi sono rifiutato di scendere in campo proprio per garantire un turnover naturale alla coalizione. mi sono voluto esporre come collante tra i tre poli dello schieramento proprio per trovare un candidato forte e unitario. Anche per questo ho molti dubbi sulle potenzialità di un nome come quello della Bonuccelli».
Fosse per Bertola, insomma, la rosa da cui eleggere l’avversario di Marcello Pierucci (attuale vicesindaco e candidato del centrosinistra) sarebbe ben altra. «Se il candidato dovesse uscire obbligatoriamente da Fratelli d’Italia, non so bene in base a quale accordo tra i partiti, il nome più spendibile sarebbe quello di Massimiliano Micheli – dichiara – non si tratta di una mia preferenza, solo lo vedrei più logico per quello che riguarda il suo passato politico: almeno lui è sempre stato al fianco del centrodestra. Per quanto mi riguarda, penso che per vincere a Camaiore serva una figura moderata: lo stesso Pierucci non è un estremista della sinistra ma un ex democristiano con l’anima di un centrista. La nostra coalizione deve fare altrettanto: per questo ritengo che Marcello Mancini (il nome speso da Forza Italia) sia un candidato estremamente appetibile».
Eppure l’ipotesi Bonuccelli, anche alla luce di quanto potrebbe accadere nella vicina Lucca (dove dovrebbe farsi avanti il candidato leghista Luca Leone, con l’appoggio di Fratelli d’Italia), potrebbe godere del sostegno della Lega al tavolo delle trattative. «Che la propongano, l’importante ora è mettersi al tavolo – dice Bertola – io di sicuro farò da spettatore e poi deciderò il da farsi. Se penso all’eventualità di correre da solo? Mai dire mai – risponde sibillino – al momento mi reputo un battitore libero».
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