Il presidio
Oggi gli esami diranno chi ha sparato ai pompieri
TORRE DEL LAGO. Chi è stato a sparare ai vigili del fuoco che mercoledì scorso si sono presentati nella casa di Torre del Lago per un accertamento sanitario obbligatorio? Il padre, novantenne, che ha dichiarato di essere stato lui, oppure il figlio 44enne, l’uomo nei confronti del quale i vigili dovevano notificare il provvedimento? La risposta è questione di ore: sono infatti previsti per oggi i risultati degli esami disposti dalla procura della repubblica per stabilire l’autore del tentato omicidio. Questo, concorso in tentato omicidio, è il reato più grave contestato per ora a padre e figlio, oltre a quello di detenzione illegale di arma da fuoco. La pistola che ha esploso il colpo che solo per un miracolo ha ferito lievemente il vigile del fuoco Marco Aurelio Filippi era detenuta illegalmente nell’abitazione di Torre del Lago. Si tratta di una pistola calibro 6,35 che era in dotazione all’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale e di cui né il padre, ex carabiniere, né il figlio, avevano denunciato il possesso.
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