Italia
Tamponi gratis per gli studenti, a Forte dei Marmi scoppia la polemica sui tempi dei risultati
L’Opa dice alle mamme che i referti non sono immediati. Murzi: «Servizio eccellente, i risultati arrivano in poche ore»
FORTE DEI MARMI. Un’opportunità o un servizio che – senza l’intervento del sindaco – avrebbe rischiato di naufragare? A porre il dubbio è il “caso tamponi” scoppiato venerdì. Partita la convenzione con l’ospedale Opa di Massa per garantire i tamponi antigenici T0-T5 (quelli che sanciscono l’inizio o la fine della quarantena) agli studenti delle scuole fortemarmine, gli intoppi del primo giorno hanno generato un’accesissima polemica sui social che ha spinto addirittura il primo cittadino Bruno Murzi a intervenire con un video rivolto ai cittadini.
LE MAMME RACCONTANO
Protagoniste di questa vicenda sono state le mamme che venerdì mattina hanno portato i loro figli all’Opa per sottoporli al test. «La classe di mio figlio è stata una delle prime – racconta l’ex assessora (proprio con la giunta Murzi) Anna Corallo – le nostre aspettative erano le stesse di quando, a dicembre, ci siamo rivolti al drive-through dell’ospedale Versilia. Per cui, quando una volta arrivati sul posto ai genitori è stato detto che sarebbero servite 24-36 ore per avere i risultati, in molti se ne sono andati per cercare il prima possibile una farmacia, mentre le rappresentanti di classe hanno chiamato l’ufficio scuola chiedendo spiegazioni». I tamponi all’Ospedale del Cuore sono infatti antigenici di terza generazione. Ben diversi da quelli disponibili in farmacia sia per attendibilità dei risultati che per tempi di processazione: anziché pochi minuti, è necessario infatti utilizzare uno specifico macchinario – il più vicino si trova a San Cataldo, in provincia di Pisa – per aver l’esito definitivo. «Questa convenzione tra Comune e Opa doveva essere una cosa per velocizzare – racconta Giada Bresciani, una delle mamme coinvolte – e invece in quel momento si prospettava un allungamento dei tempi. Alla fine i tamponi sono partiti alle 14 e intorno alle 17. 40 avevamo i risultati – conclude – ma se non avessimo sollevato un polverone sarebbero partiti più tardi. La mia intenzione non è polemica – dichiara Bresciani – anzi, mio figlio era risultato negativo al test in farmacia e invece all’Opa il test ne ha riscontrato la positività. Il servizio è molto utile, ma non può andare a rilento».
LA SPINTARELLA
A farsi carico della protesta è stata subito la consigliera di “Obiettivo Forte” Rachele Nardini. «La situazione – dichiara – si è risolta solo quando il sindaco, di fronte alle proteste dei genitori, si è fatto sentire con l’Opa: ma servirà sempre il suo intervento? C’è poi un altro elemento di perplessità – rincara la dose – Il Comune, con soldi pubblici, ha acquistato tremila tamponi rapidi, come quelli in farmacia, per fornirli all’Opa: è solo grazie all’attenzione dell’ospedale ai propri standard se i test sono di terza generazione, non certo un merito dell’amministrazione».
IL SINDACO risponde
La replica decisa del primo cittadino non si è fatta attendere. «Tutto mi aspettavo e mi aspetto dall’opposizione – commenta Murzi – tranne che usare la salute dei nostri ragazzi ai fini politici: siamo il primo comune in Toscana a fornire un servizio di tale eccellenza alla nostra comunità scolastica, e si cerca comunque la polemica. C’è stato solo un fraintendimento: all’ospedale hanno detto ai genitori che la risposta sarebbe stata loro garantita nelle 24 ore per evitare di dare false speranze nel caso in cui ci fossero state delle criticità. In realtà, nel giro di tre ore, tutti i risultati erano disponibili, a conferma – dichiara Murzi – di un servizio di eccellenza offerto alla comunità scolastica. I tremila tamponi acquistati dal Comune? Avevano già una precisa destinazione d’uso – spiega – rivolta alla popolazione, non erano certo per l’Opa».
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