Il presidio
Addio al procuratore della strage di Viareggio: «Non dimenticheremo umanità e impegno»
Aldo Cicala, 76 anni, è scomparso a Pavia dove si era trasferito. Daniela Rombi: «Nell’inchiesta non si è piegato alle pressioni»
VIAREGGIO. Se n’è andato in punta di piedi, come nel suo stile garbato e misurato, lontano dai riflettori dopo che il 17 settembre 2015, poco prima di compiere i 70 anni, aveva lasciato Lucca e il ruolo di procuratore della Repubblica per essere collocato a riposo. Aldo Cicala, 76 anni, napoletano dal sorriso aperto e amante dei film di Totò, che dal dicembre 2008 e per sette anni ha diretto l’ufficio del pubblico ministero, è scomparso ieri mattina alla clinica Salvatore Maugeri di Pavia dopo una strenua lotta contro la malattia che lo aveva minato alcuni anni fa e che si era aggravata nel periodo natalizio costringendolo a stare isolato dai suoi cari: la figlia Anna, avvocato, e il figlio Giulio, insegnante, oltre all’adorata nipotina.
Dopo il pensionamento era tornato a vivere nella sua città d’adozione: Pavia. Dopo la laurea per quasi 35 anni e sino al 2008 aveva lavorato tra Pavia e Voghera. Prima come sostituto procuratore, poi come giudice civile e penale, per quattro anni come procuratore circondariale a Pavia e infine dal 2000 al 2008 aveva ricoperto il ruolo di procuratore a Voghera.
Aldo Cicala a Lucca aveva avuto il difficile compito di sostituire, dopo 15 anni di servizio, un magistrato di altissimo profilo come il procuratore Giuseppe Quattrocchi e ha onorato il suo ruolo con serietà nonostante le difficoltà incontrate come, in primis, la strage di Viareggio, quando fu tra i primi a giungere sul luogo del disastro qualche ora dopo la sciagura che provocò 32 morti. Appresa la notizia unanime
il cordoglio tra i magistrati che lo hanno conosciuto. Dalla sua casa fiorentina è affranto l’ex procuratore Quattrocchi: «Come ogni anno ci eravamo sentiti per farci gli auguri di Natale. A ripensarci ora il timbro di voce non era quello di sempre, ma non mi aveva fatto cenno alle sue condizioni di salute. Con lui si era instaurato un bel rapporto. Nei primi tempi ci sentivamo spesso con ragionamenti articolati sul funzionamento dell’ufficio, sulla città e sulle persone. La sua scomparsa mi provoca un dolore acutissimo».
Il presidente del tribunale Gerardo Boragine descrive Cicala come «un collega serio ed equilibrato: mi sono confrontato con lui sia in veste di presidente del collegio per il processo sulla strade di Viareggio sia in veste di presidente della sezione penale». Stessa lunghezza d’onda per il procuratore Domenico Manzione: «Un uomo buono e onesto al servizio dei cittadini». Giulio Giuntoli, presidente della sezione civile: «A livello umano aveva doti non comuni e a livello professionale era molto preparato». Il procuratore di Massa, Piero Capizzoto, lo ricorda con affetto: «Un collega capace, mai sopra le righe, e una persona garbata e di grande signorilità». Commosso Fabio Origlio oggi sostituto procuratore in Corte d’Appello: «In questo momento doloroso lo ricordo con affetto quasi filiale per la sua gentilezza e la sua disponibilità. Un eccellente magistrato e un grande lavoratore. Per tutti i sostituti è stato un “buon papà”. A lui si deve il merito di aver traghettato la procura nel terzo millennio affidandosi alla modernità dell’informatica». Sono dispiaciuti e addolorati anche i familiari delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009. Daniela Rombi mamma di Emanuela Menichetti deceduta all’età di 21 anni in seguito alle gravi ustioni riportate e vice presidente dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”, ha saputo ieri della morte dell’ex procuratore . «Sono dispiaciuta – dice – anche di non poter andare al funerale, perché è morto all’ospedale di Pavia e in questo momento è problematico muoversi. Ci è stato molto vicino, nelle fasi del processo di primo grado a Sorbano, inizialmente avevo avuto uno scontro con lui, però dopo esserci chiariti i rapporti con noi familiari sono stati buoni. Dobbiamo dire che non si è lasciato piegare a eventuali pressioni. Ci ha sostenuto e aiutato nello stesso tempo a sopportare il grande dolore per le perdite dei nostri cari. Una persona professionalmente valida, ma anche sul piano umano splendida. Ci ha lasciato un uomo che ricorderemo sempre con tanto affetto. È stato davvero un grande procuratore».
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