Il presidio
«Sosteneva di essere Dio e di voler salvare il mondo»
TORRE DEL LAGO. Sempre vestito di bianco, sempre pronto a litigare. Con chiunque, senza alcun motivo.
Il ritratto che gli abitanti di Torre del Lago tracciano del 44enne che ha sparato ai vigili è quello di un uomo che soffre di disturbi, che ha bisogno di essere curato.
«Entrava nei bar o nei locali e iniziava a offendere la gente, senza motivo – spiega chi lo conosce da anni – bastava un niente per farlo arrabbiare, Se non lo salutavi per strada ti guardava a muso duro e poi iniziava a urlarti addosso».
Un modo di fare che lo aveva portato a essere ancora più escluso dalla comunità. Veniva tenuto lontano dai locali, costringendolo a tentare di frequentarne sempre di nuovi e sempre più lontani.
Nei suoi confronti sono stati presentati esposti e diffide, spiega un vicino.
Così Federica Mariani, una vicina: «Era già diverso tempo che girava vestito di bianco d’inverno e di nero in estate. Sosteneva che la fine era vicina e che lui era Dio. Qualche volta fermava le persone con tono altezzoso: chi lo conosceva lo evitava, non sapevo che avesse una pistola in casa, pensavo che credersi onnipotente fosse una sua fissazione, non aveva a dato però squilibri come ora. Ci siamo visti spesso e ultimamente ha dato immagini di sé poco simpatiche. Lo abbiamo trovato a fare colazione con il padre, raccontava della sua onnipotenza».
Un’altra vicina racconta: una volta eravamo alla Casa della salute e mi disse con la faccia cattiva: “Salverò il mondo”. Non mi ha fatto una bella impressione. Dal giorno prima era agitato: aveva minacciato due persone, una tra l’altro la conosco. Mia nonna era intimorita e diceva che lo vedeva con una faccia cattivella».
R.L.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
