Confesercenti: «Aspetti da chiarire serve concertazione»
viareggio. Confesercenti Versilia interviene sulla questione Piazzone (leggi servizio accanto) . «Lo slittamento a fine febbraio della firma dei contratti con gli operatori dei chioschi del Piazzone – osserva l’associazione di categoria – deve servire per definire le questioni legate alle concessioni con l’Amministrazione comunale. Tali questioni – precisa – non riguardano il rapporto con il privato, attendiamo quindi la convocazione per la concertazione».
Confesercenti Versilia precisa la propria posizione dopo l’annuncio che i contratti di locazione per gli operatori dei chioschi di piazza Cavour, con conseguente decadenza della loro concessione di suolo pubblico, è stata prorogata al 28 febbraio.
«Trattandosi di concessione di suolo pubblico – spiega ancora Confesercenti Versilia – i passaggi che portano alla decadenza di essa non possono essere risolti senza la prevista concertazione. Non dimenticando che il comune di Viareggio non ha ancora concluso l’iter di rinnovo di 12 anni di tutte le concessioni ambulanti, iter nel quale comunque rientrano anche i chioschi di piazza Cavour, a prescindere della scelta di revoca. Proprio per questo riteniamo fondamentale un incontro per definire le modalità di revoca».
Confesercenti Toscana Nord continua comunque a dialogare con la Mercato di Viareggio srl (del Gruppo Ipersoap) e con il suo amministratore Francesco Tognetti. «I problemi – si legge ancora nella nota dell’associazione sono su due piani, quelli legati al rapporto con l’amministrazione e gli altri per quanto riguarda il privato. Con la Mercato srl abbiamo avuto diversi incontri nei quali abbiamo fatto presente la necessità di rivedere i canoni di locazione innanzitutto. Siamo poi ancora in attesa di capire la collocazione dei chioschi dopo l’intervento della Soprintendenza che ha modificato il progetto iniziale che aveva individuato negli angoli della piazza la loro sede. La collocazione deve tenere conto anche delle tipologie commerciali e quindi delle diverse esigenze».
«Ci sono poi questioni che devono essere discusse – conclude l’associazione di categoria – con l’amministrazione comunale come quella degli indennizzi, che secondo noi spettano visto che alle attività non viene concessa una soluzione alternativa di pari livello e soprattutto sempre su suolo pubblico ma la revoca, affidando poi l’area a un soggetto privato».
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