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Elezioni a Camaiore: Erra si fa da parte, in Fratelli d’Italia è corsa a due Bonuccelli-Micheli

Gabriele Buffoni
Elezioni a Camaiore: Erra si fa da parte, in Fratelli d’Italia è corsa a due Bonuccelli-Micheli

Difficile la possibilità di un candidato unico di centrodestra. Da Forza Italia e Lega per ora nessun passo indietro  

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CAMAIORE. Il triangolo no. E così dall’impasse che da tempo sembra bloccare Fratelli d’Italia nel proporre sul tavolo delle trattative con il resto del centrodestra un nome forte del partito sembra sfilarsi definitivamente: Riccardo Erra. Indiscrezioni politiche, voci di corridoio che però sembrano avere una certa consistenza e che vengono date ormai come assodate anche dagli altri partiti dell’opposizione. Restano dunque in ballo i nomi di Claudia Bonuccelli e Massimiliano Micheli, in una sfida interna a FdI che ora appare più un duello tra gli ex militanti di An. E da cui dovrà a breve uscire un nome per il confronto con i candidati proposti da Lega (Riccardo Micheli, che ha avanzato già una settimana fa la propria candidatura) e Forza Italia (Massimiliano Mancini, “incoronato” pochi giorni fa da un post del senatore Massimo Mallegni).

Formalmente migrato nel gruppo misto ma rappresentante di Fratelli d’Italia nell’attuale consiglio comunale di Camaiore, il nome di Erra era stato uno dei primi a spuntare agli albori del progetto di un fronte unico del centrodestra nell’affrontare la competizione elettorale contro il candidato del centrosinistra Marcello Pierucci. Della prospettiva iniziale di vedere i tre capigruppo intenti a discutere su chi candidare a sindaco però non è rimasto oggi che un amaro ricordo. Al punto tale che lo stesso Erra pare intenzionato a declinare la propria disponibilità per la mancanza di condizioni: un candidato unitario (e unificante) della coalizione. Non resta quindi che attendere una decisione dall’alto che metta la parola fine alla discussione interna al partito. «Sicuramente tra me e Massimiliano si risolverà nel modo più sereno possibile – assicura Bonuccelli – ci conosciamo da molto tempo, chi dei due non sarà il nome proposto dal partito aiuterà certamente l’altro con il proprio sostegno». «È questione di ore, al massimo uno o due giorni – chiarisce Micheli – poi anche noi assicureremo un nome in grado di proporsi anche al resto del centrodestra».

Guardando allo scenario nel suo complesso, però, gli equilibri sembrano tutt’altro che scontati. Analizzando i pro e i contro, Fratelli d’Italia potrebbe scegliere di puntare su Bonuccelli: politica d’esperienza e “pasionaria”, per il partito rappresenterebbe l’occasione di proporre una candidata donna in controtendenza rispetto agli altri schieramenti di centrodestra. L’ex assessora però potrebbe anche risultare indigesta agli alleati, in primis alla lista civica “Futuro nelle radici” dell’ex sindaco Giampaolo Bertola e alla Lega che ancora non le perdonano lo sgarro di cinque anni fa quando alle elezioni del 2017 si schierò al fianco di Marco Daddio e della sua lista civica.

Una situazione che potrebbe far pendere quindi l’ago della bilancia dalla parte di Micheli. Nel frattempo però – mentre sembra destinata a naufragare l’idea di un “sondaggione” tra i papabili per sondare il polso dell’elettorato – non c’è accordo neppure tra gli altri partiti dello schieramento. Mancini gode dell’endorsement di Bertola ma difficilmente – a meno che non si guadagni anche il placet di FdI, poco incline a fornirglielo senza discutere – otterrà il via libera della Lega che punta (sempre di più in questi giorni segnati dall’incertezza) sulla proposta del suo coordinatore Riccardo Micheli, politico di lungo corso e capace di concentrare il favore degli alleati.

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