Il presidio
“Il topo e la montagna” La fiaba di Antonio Gramsci va in scena a villa Bertelli
Appuntamento fissato per domenica alle 17 nel Giardino d’Inverno L’allestimento è curato dalla Bottega del Teatro: ingresso libero
la storia
Angelo Petri
Antonio Gramsci come tutti sanno è stato uno dei più importanti pensatori del XX secolo e tra i massimi esponenti del marxismo occidentale.
Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, divenendone segretario dal 1924 al 1927, e nel 1926 subì anche il carcere del regime fascista. Ed è un autore prolifico di un gran numero di opere politiche e sociali.
Pochi sanno, invece, che durante la sua prigionia, durata dal 1926 al 1934, indirizzò ai due figli una serie di lettere in cui sono inserite brevi favole oppure racconti di episodi relativi alla propria infanzia, materiale che è stato raccolto in un volume solo di recente.
E proprio le “Fiabe” consegnano l’immagine di un Gramsci insolito e diverso, più privato, e che entra in relazione con il suo universo familiare e quindi con la propria dimensione più intima.
Si scopre così un aspetto certamente poco noto del politico ed intellettuale sardo, che però evidenzia i valori che ispirarono la sua azione.
Tra queste favole c’è anche “Il topo e la montagna” che andrà in scena a Villa Bertelli, domenica prossima (16 gennaio) alle 17 nel Giardino d’Inverno nell’allestimento curato dalla Bottega del Teatro che ha saputo trasformarla in un vero spettacolo.
Il tutto sarà parte della rassegna “Il Giardino va a Teatro. Racconti per tutta la famiglia”.
La dimensione fantastica di queste fiabe di Gramsci rimanda sempre ad un messaggio concreto, capace di stupire per la sua modernità e per il suo essere capace di precorrere i tempi: ed è ciò che avviene nella favola “Il topo e la montagna” in cui un topo dopo un “sublime dialogo”, quasi una trattativa, con la montagna che è stata disboscata dagli speculatori a tal punto da “mostrare le sue ossa senza terra”, elabora “un vero e proprio piano di lavoro organico e adatto ad un paese rovinato dal disboscamento” che dovrà essere portato a termine da un bambino una volta che sarà cresciuto.
È un messaggio che, mentre rivela una moderna sensibilità verso l’ambiente, di certo prospetta la possibilità di un futuro migliore, affidato a chi ci sarà e che per questo è chiamato ad attivarsi con senso di responsabilità e si comprende allora perché Gramsci si raccomandava con forza alla moglie Giulia di raccontare questa novella ai figli.
Sabato 15, per la stessa rassegna, andrà invece in scena, alle 17. 00, lo spettacolo Le streghe a cura della compagnia Manicomics Teatro.
Un racconto divertente e magico, che farà conoscere a tutti le vere streghe. Non quelle delle fiabe, ma quelle elegantissime, che vivono tra noi.
L’ingresso allo spettacolo sarà come sempre libero, ma è necessaria la prenotazione allo 0584 787251, e il super green pass oltre alla mascherina Ffp2. Per il resto basterà godersi lo spettacolo.
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