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Versilia

L'odissea di Claudia: ha il tampone negativo ma l’sms non arriva: «Fatemi tornare al lavoro in ufficio»

Giovanna Mezzana
L'odissea di Claudia: ha il tampone negativo ma l’sms non arriva: «Fatemi tornare al lavoro in ufficio»

Impiegata viareggina “prigioniera” nonostante la guarigione. Costretta a prendere ferie in attesa del nulla osta per uscire

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VIAREGGIO. Subito dopo Natale ha scoperto di essere stata contagiata dal coronavirus, così si è chiusa in casa, ha atteso la guarigione e ora che il suo tampone ha dato esito negativo vuole rientrare al lavoro: ma non può perché non ha ancora ricevuto l’sms che – con test negativo – consente di uscire dall’isolamento e riprendere la normale quotidianità. «Sono prigioniera, nonostante sia guarita – dice Claudia Vecoli – È un’assurdità i cui effetti si riverberano su chissà quante persone». Lei, che è un’impiegata viareggina, vuole sedersi di nuovo alla scrivania, il prima possibile perché – sottolinea – ha delle scadenze importanti da rispettare.

Test positivo

È il 29 dicembre e Claudia si sottopone a un tampone molecolare; l’esito è inequivocabile: è stata contagiata dal Covid. «A quel punto – racconta – mia figlia, i miei nipoti e io ci siamo tappati in casa, mentre mio genero, che ha un’attività e che era negativo, si è trasferito da sua madre». Passano i giorni e fortunatamente Claudia e la sua famiglia superano gli effetti del virus. «L’8 gennaio – riprende il suo racconto – il tampone a cui mi sono sottoposta nuovamente ha dato esito negativo». Claudia è guarita e può riprendere la sua vita: soprattutto – è questo che le sta a cuore – può tornare al lavoro, almeno è quanto crede. E invece no.

Tutti i tentativi

«È il 10 gennaio (la sua testimonianza è di ieri, ndr) e io sono sempre qui, chiusa in casa – dice – Ho controllato sul sito della Regione Toscana e il mio referto con esito negativo è stato caricato ma, nonostante ciò, non ho ancora ricevuto l’sms di via libera che mi consente davvero di uscire dall’isolamento». Claudia è preoccupata per il suo lavoro: «Io devo rientrare in ufficio – dice – Ho un carico di incombenze da sbrigare, ci sono scadenze contabili per le ditte, non posso rimanere a casa». Claudia scalpita: «Ho contattato l’ufficio igiene pubblica dell’Asl nordovest – dettaglia – e mi è stato detto che è stato accumulato un ritardo di circa dieci giorni sull’invio dei nulla osta. Io sono molto preoccupata». Sente insomma di essere infilata in un collo di bottiglia. Per velocizzare le pratiche e per non perdere tempo utile, l’Asl rammenta di compilare il modulo online una volta che si è in possesso dell’esito negativo del tampone, «ma io l’ho già compilato», dice Claudia.

«Che assurdità»

Le ha davvero pensate tutte: «Mia figlia ha contattato anche le forze dell’ordine per capire se poteva bastare l’esito negativo del test e le è stato risposto che non basta, che senza email e/o sms, se usciamo di casa, potremmo essere sanzionate. Io invece non capisco – conclude – perché non possa rientrare al lavoro se ho una certificazione (il tampone negativo) che attesta la mia guarigione. Ho rispettato tutte le regole, dalla scoperta del contagio all’isolamento alla completa guarigione. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho preso un giorno di ferie per attendere questo sms: quanti ne dovrò prendere ancora? Non ho altre vie di uscita da questa situazione: del resto non posso chiedere al mio medico di famiglia un certificato di malattia se sto bene: sarebbe un falso. È una condizione assurda vissuta da chissà quante altre persone».

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