Italia
Seravezza in lutto, addio a Raffaello Carducci: fu tra i fondatori di Palio e Quercia
La famiglia, rispettando la volontà del congiunto, ha taciuto il luttuoso evento. Dopo la cremazione avvenuta lunedì 3 gennaio, le ceneri saranno disperse in mare
SERAVEZZA. Un lutto inaspettato e particolarmente doloroso ha colpito una delle famiglie storiche di Querceta per la morte di Raffaello Carducci, 91 anni, noto e apprezzato professionista titolare di un avviato studio di consulenza del lavoro e personaggio in vista nel paese per le tante iniziative promosse e sostenute in varie associazioni. Il triste evento è avvenuto il 31 dicembre nell'abitazione che la famiglia Carducci ha sempre mantenuto a Massa, in via Marina Vecchia, nella casa appartenuta alla madre Amalia Pelù.
Il professionista, da qualche tempo sofferente di disturbi cardiocircolatori, ha ceduto al fatale malore assistito dai figli Marco, avvocato del Foro di Massa, e Paola che gestisce a Querceta lo studio di consulenza lasciatole dal padre all'inizio di via Seravezza. La famiglia, rispettando la volontà del congiunto, ha taciuto il luttuoso evento. Dopo la cremazione avvenuta lunedì, le ceneri saranno disperse in mare, così come era avvenuto lo scorso anno, di maggio, per la moglie Gabriella Vannini, originaria di Sesto Fiorentino. Da giovani Raffaello e Gabriella si erano conosciuti sulla spiaggia di Forte dei Marmi.
La famiglia di Raffaello ha svolto un ruolo importante nello sviluppo sociale ed economico di Querceta. Il nonno Giuseppe con il fratello Fortunato e le rispettive famiglie, negli anni a cavallo fra il 1800 e il 1900 costruirono sull'Aurelia, di fronte alla chiesa parrocchiale, il blocco di edifici che ospitò la prima Posta, l'albergo-ristorante Monte Altissimo, il bar La Posta, lo sportello bancario del Monte dei Paschi, la rivendita di tabacchi e valori bollati e un vasto emporio tuttora attivo e noto come “l'Appalto”.
Era qui, tra l'altro, che grazie alla disponibilità del telegrafo, alla vendita dei quotidiani e alla presenza fissa dei corrispondenti dei giornali arrivavano le notizie prima che altrove, specialmente durante le due guerre. Anche Raffaello fu per alcuni anni corrispondente del giornale Il Mattino di Firenze. Nei primi anni Quaranta la titolarità della Posta passò ai genitori di Raffaello: Carlo Carducci e Amalia Pelù.
Per anni Raffaello ha collaborato con molteplici associazioni locali e, come il nonno in passato, anche lui nei primi anni Sessanta ricoprì l'incarico di consigliere comunale di Seravezza. Gli amici e i più anziani dirigenti delle contrade lo ricordano attivo nel comitato pro Querceta, tra i fondatori della Quercia e del Palio dei Micci.
E poi autore per nove anni, assieme al poeta Silvano Alessandrini e al farmacista Cesare Lazzotti, dei copioni della rivista teatrale che ogni anno veniva rappresentata dalla compagnia dialettale al Festival delle Contrade. Il trio si firmava con lo pseudonimo “Alescarlaz”. Per la Quercia, Carducci creò la rivista “La Coppiola”, la prima pubblicata nel mondo delle contrade. Veniva "tirata" al ciclostile, di notte, nel retro della farmacia Lazzotti, da Carducci e Lazzotti con l'aiuto di giovani contradaioli.
E venne anche il tempo di partecipare, nei primi anni Sessanta, alla rifondazione dell'Unione Sportiva Querceta nella quale fu responsabile della segreteria e braccio destro del presidente Gianfranco Tognetti al quale era legato da forte amicizia. Poi per vari anni Carducci rivolse la sua attenzione al movimento delle associazioni sociali. Roberto Roni, presidente onorario della Croce Bianca di Querceta, lo ricorda «per 15-20 anni prodigo di consigli e generoso sostenitore».
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