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Versilia

Positiva la metà dei tamponi ai bimbi, il referente dei pediatri della Versilia: «Tornare in classe è da irresponsabili»

Matteo Tuccini
Positiva la metà dei tamponi ai bimbi, il referente dei pediatri della Versilia: «Tornare in classe è da irresponsabili»

Stefano Castelli, analizza la situazione in Versilia: è uno tsunami. «Difficile immaginare cosa succederà a scuole riaperte»

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VIAREGGIO. La metà dei tamponi fatti ai bambini sta dando il risultato di positività al Covid. In gran parte sono sotto i 12 anni, quindi non vaccinati. E ci sono casi anche di contagi in bambini molto piccoli: un anno, a volte meno.«Si parlava di ondata, ma questo è uno tsunami: ritornare a scuola in condizioni simili è da irresponsabili», avverte Stefano Castelli, referente dei pediatri versiliesi. Castelli aveva lanciato l’allarme già a fine novembre, sul possibile incremento di contagi tra i più piccoli. Dove, fino a metà dicembre, non c’era possibilità di vaccino anti-Covid. «Ma quello a cui stiamo assistendo adesso va oltre le previsioni - dice il pediatra massarosese - I telefoni bollono, come si dice, ed è anche complicato districarsi tra procedure di quarantena modificate e contatti stretti da monitorare. Il sistema di tracciamento, lo sappiamo, è saltato: di tutti i casi che seguo io, solo uno è stato contattato dall’Asl. E anche i provvedimenti presi negli ultimi giorni dalle nostre istituzioni hanno bisogno di un chiarimento: è attesa a breve una cosiddetta circolare esplicativa».

A mandare in tilt le famiglie sono i molti casi di positività al Covid registrati tra i bambini. Ma soprattutto la difficoltà nel trovare un tampone da fare al bambino, molecolare - ormai quasi introvabile - e pure antigenico rapido. «Mi metto nei panni dei genitori e mi rendo conto che non è semplice capire come comportarsi, di fronte a regole che cambiano. Anche in mezzo alle festività», sospira Castelli.Ma il vero problema, secondo i pediatri, si porrà con il rientro in classe da lunedì 10 (nei nidi da venerdì 7).

«Già siamo adesso nel caos più totale: è difficile immaginare cosa comporterà riportare i bambini a scuola in un contesto simile - spiega Castelli - Io credo che sarebbe opportuno prolungare le vacanze natalizie». I pediatri, quindi, si allineano alle richieste dell’Ufficio scolastico di Lucca e Massa Carrara.Non corrono solo i contagi, per fortuna: la campagna di vaccinazione nella fascia d’età 5-11 anni sta andando alla grande. Meglio del previsto. Al punto che, spiega Castelli, «non è facile rispondere a tutte le richieste di appuntamento presentate dai genitori. Si va oltre metà gennaio, se non a fine mese. E a volte anche oltre. Per fortuna, oltre ai nostri ambulatori, abbiamo il centro vaccinale del Terminetto che sta facendo un centinaio di dosi al giorno. Sì, stiamo andando veramente bene e questo è un elemento da non sottovalutare».

Quando le vaccinazioni tra i più piccoli cominceranno ad avere effetto, abbassando la curva dei contagi in una fascia d’età in questo momento bersagliata dal Covid, il Covid potrebbe ricevere il colpo decisivo. Rimanendo sempre più confinato.«È difficile fare previsioni - conclude Castelli - Non penso che si possa parlare di colpo di coda finale con la variante Omicron, anche se sembra meno dannosa. È una versione del Covid molto contagiosa, più del morbillo, e finché il virus tornerà a circolare e a mutare non potremo dire di aver vinto la guerra. Paragoni con la poliomielite? Sono complicati. Pensiamo a non abbassare la guardia».

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