Il Tirreno

Versilia

Viareggio e la Darsena piangono Gianfranco: “re” della catalana e del bagno Rossella

Cristina Bulgheri
Viareggio e la Darsena piangono Gianfranco: “re” della catalana e del bagno Rossella

Baldi è morto a 80 anni: nel 1974 rilevò il bagno della Marina trasformandolo con piscina e ristorante. La salma esposta nelle stanze del commiato al cimitero della Misericordia, il 31 dicembre alle 11 i funerali

30 dicembre 2021
3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Come il Carnevale ha il suo re, anche la cucina viareggina ha il suo titolare di un trono indiscusso: Gianfranco Baldi, il re della catalana, quella che da anni proponeva con orgoglio e soddisfazione ai clienti del ristorante dello stabilimento balneare Rossella, che ha gestito fino all’ultimo insieme alla moglie Maria Grazia (insegnante di inglese) e alla figlia Isabella.

Il “Baldi”, come lo chiamavano senza troppi orpelli nell’ambiente della balneazione e della ristorazione cittadina, si è spento ieri pomeriggio nella sua casa sul viale dei Tigli, dove era allettato da qualche tempo, in seguito alle conseguenze di una caduta avvenuta proprio a fine stagione, che gli aveva compromesso il femore e lo aveva tenuto fermo per un lungo periodo.

Mesi, quelli della convalescenza, durante i quali, convinto di superare anche questa prova, Gianfranco ha continuato a pensare al suo stabilimento balneare, alle sue aragoste, alle primizie necessarie per rendere unica la sua catalana. Poi le complicazioni, l’aggravarsi della patologia e ieri la morte, inaspettata se vogliamo, vista la fibra e la tempra di combattente che lo ha sempre caratterizzato.

Se ne è andato così all’età di 80 anni il “Baldi”, dopo una vita passata sulla rena e ai fornelli – compresa l’estate appena trascorsa – a partire da quel lontano 1974, quando decise di acquistare il bagno Rossella dai vecchi proprietari, la famiglia Nencini che fino a quel momento lo aveva gestito. E su quello stabilimento ha investito l’esistenza. «Babbo, fu uno dei primi – ricorda Isabella, la figlia avvocato – a realizzare la piscina, dopo il bagno Giorgia e l’Arizona, per poi trasformare quella che era stata semplicemente una tavola calda in un ristorante vero e proprio».

Chef e anfitrione: cucinare e accogliere i suoi commensali era una passione (oltre alla caccia): andava di primo mattino al molo a scegliere il pesce fresco, sparnocchi, aragoste, astici oppure dai suoi rivenditori di fiducia con l’obiettivo di assicurarsi sempre il meglio. Negli ultimi tempi aveva ritoccato la presentazione della sua inconfondibile catalana, introducendo al fianco delle verdure anche la frutta di stagione: dal cocomero, al melone, all’ananas, ai frutti di bosco puntando anche sul colore, convinto come era che anche l’occhio, oltre al palato, vuole la sua parte. E se negli ultimi tempi non era lui a cucinare personalmente il celebre piatto, non mancava di controllarlo all’uscita dalla cucina, pronto anche a rimandarlo indietro se non lo riteneva consono alla tradizione e alle aspettative dei suoi clienti. Esigente con se stesso e con gli altri, non mancava di dire la sua anche nelle riunioni dell’associazione balneari della Marina di Levante, dove si batteva per difendere le sue idee, anche a prezzo di non essere sempre condiviso. La salma di Baldi sarà esposta da oggi alle 10 nelle stanze del commiato al cimitero della Misericordia dove saranno poi celebrati i funerali domani alle 11. Le condoglianze del Tirreno alla famiglia.


 

Primo piano
Il caso

Livorno, l’evaso dal carcere ripreso alla stazione di Roma Tiburtina