Il Tirreno

Versilia

Ogni maledetto giovedì tutti insieme al calcetto: così da 30 anni si ritrovano sui campi della Pergolaia

Il campo della Pergolaia
◗
Il campo della Pergolaia

Viareggio, tutto inizia con l’inaugurazione del campo in una torrida domenica estiva al mezzogiorno dove si forma il gruppo originario

4 MINUTI DI LETTURA





Questa è una storia di calcio e di amicizia che inizia oltre trent’anni fa quando anche in Versilia arrivarono i primi campi da calcetto in sintetico e che arriva ai giorni nostri.

Una sola costante, o quasi, il giovedì che per un gruppo di amici diventa un appuntamento fisso a cui è impossibile mancare. Anche il luogo è rimasto sempre lo stesso, ovvero i campi della Pergolaia allora di Alberto Galeotti, che portò anche da noi i campi in erba sintetica che furono un successo assoluto, prima due campi a cinque e poi il campo a sette che è il luogo che ci interessa dove da allora si è formato un gruppo di amici che non hai mai mancato il rito settimanale con quel calcio che non è quello fatto di possesso e accelerazioni improvvise che è il calcetto e che ha delle regole tutte sue, ma neanche quello a undici in cui servono preparazione fisica e tanto fiato.

Il calcio a sette sembra tagliato per quelli che a 11 ci hanno giocato, che hanno senso della posizione, che vorrebbero, ma non possono più: quella porta grande, ma più bassa, quelle distanze che consentono un recupero tra fase difensiva e offensiva, che non danno però il respiro del fuorigioco e che con un bel piede si può facilmente trovare la porta.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41067390:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.41067390:1654866668/image/image.jpg?f=libero&$p$f=4cc60c5]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41067391:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.41067391:1654866668/image/image.jpg?f=libero&$p$f=4cc60c5]]

Tutto inizia con l’inaugurazione del campo in una torrida domenica estiva al mezzogiorno dove si forma il gruppo originario: Epio Viti, Paolo Pelliccioni, poi direttore della BCC, Antonio Polacci, il compianto Giovanni Tosi anche lui al vertice della BCC in quegli anni, Alberto Babboni, Mauro Tarabella, Boris Pellegrini, ma anche grandi del calcio pietrasantese come Paolo Rosi che il calcio vero l’aveva respirato eccome, ma che era tornato in questo che ci piace poter definire il posto più bello in cui vivere.

Dalla domenica, in cui si finiva inevitabilmente all’aperitivo al bar della struttura, si passa presto al lunedì e quindi, quasi subito al giovedì e l’appuntamento diventa poi immutato da allora: trent’anni ogni maledetto o benedetto giovedì il rito si compie di nuovo.

Attorno ai vecchi ci sono i nuovi innesti che via via rinfrescano le rose, ma le assenze al campo si contano sulle dita negli anni. Ci passano un po’ tutti dal campo al sette della Pergalaia al giovedì sera. Oggi nel gruppo c’è Cochi, Pippi, Tommy, Tiberio, Mauro, Daniele, Michele, Michael, Adria’ il Bandoni, Fabio, Daniele, Gera’ e poi Giannino ed Epio il mister che porta le maglie e ha fatto le sacchette con il logo di ‘Quelli del calcetto del giovedì”.

Al martedì sul gruppo WhatsApp si lanciano le convocazioni fino a che non si arriva a otto per squadra, bianchi contro rossi, con formazioni che sono piuttosto standard perché c’è una specie di campionato a due che a oggi è equilibratissimo, quindici vittorie a quattordici per i bianchi e corsa aperta per il titolo d’inverno prima della fine dell’anno.

A raccontare le imprese dei bianchi contro i rossi ci pensa Marco che dalla panchina con ogni condizione climatica ha sempre un commento scherzoso per tutti e al mattino dopo ha l’esclusiva di raccontare la partita. Lo spirito sarà anche quello amatoriale, ma le battaglie sono sempre all’ultimo respiro e regali non se ne fanno.

Piedi buoni, corse e rincorse, gioco a non farsi male prima di tutto, scivolate di fatto inesistenti, ma agonismo e voglia di vincere con l’obiettivo di prendere in giro l’altro.

Il gruppo del calcetto del giovedì è tutto qui: chiunque in Versilia ha avuto in sorte una volta di giocare con un gruppo che si evolve, ma che resta affezionato a quella voglia di stare assieme che fa da filo conduttore a questi trenta anni assieme. WhatsApp poi ha fatto del gruppo uno spazio di discussione che parte al mattino presto quando qualcuno lancia il buongiorno e si chiude alla sera con il commento alle partite viste in tv e con i saluti su Facebook agli “amici della noches”, sempre del mister Epio, che riconduce all’essenza delle cose importanti e che al giovedì mattina scrive: «Che giorno è oggi? Oggi è un bel giorno perché stasera c’è il calcetto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli