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Versilia

Mostrano un catalogo, ma la firma è una trappola: ecco come difendersi dall'ordine beffa

Antonio Scuglia
Mostrano un catalogo, ma la firma è una trappola: ecco come difendersi dall'ordine beffa

È una delle frodi che più spesso vengono vittime gli anziani. I truffatori dicono che quel documento dimostra la visita. Invece dopo qualche giorno arriva la sgradita sorpresa

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VIAREGGIO. Negli ultimi mesi si stanno registrando sempre più casi di truffe e raggiri subiti soprattutto da persone anziane all’interno della propria abitazione. Quante volte è capitato che mentre siamo a casa nostra sentiamo suonare il campanello e si presentano venditori o procacciatori d’affari che ci propongono super offerte di ogni genere?

I casi più frequenti degli ultimi anni, che si registrano, sono quelli collegati alla ormai famosa truffa del catalogo: ne parliamo con l’avvocato Francesca Galloni. «Grazie all’attività del nostro sportello - spiega - si sono risolti positivamente tutti i casi trattati. Dopo il reclamo infatti sono stati annullati i contratti e addirittura restituite le somme versate in assoluta buona fede dagli ignari truffati». Ma come vengono fatte queste truffe?«Presentano tutte le stesse caratteristiche e lo stesso modus operandi. Suonano alla nostra porta dei presunti rappresentanti con la scusa di lasciare in visione un catalogo per fare acquisiti di vario genere, soprattutto elettrodomestici e arredo per la casa con forti sconti sui vari prodotti descritti nel catalogo. In occasione di queste visite riferiscono che avrebbero solo lasciato il catalogo in visione e che occorre una semplice firma per attestare la consegna del catalogo».Ed ecco fatto il danno...

«Già. A distanza di circa 15 -20 giorni, ricevi a casa una seconda visita da parte di altro incaricato della stessa società, che ti riferisce che con il modulo sottoscritto ti sei invece obbligato ad effettuare acquisti per svariate migliaia di euro di prodotti del catalogo».Molto spesse le persone raggirate sono persone anziane, vero?«Sì, e infatti tutto si gioca sulla loro vulnerabilità: vengono colte all’interno della propria casa e convinte con tanti bei discorsi a fare quanto gli viene richiesto».

Cosa succede a quel punto? «Tante persone, impaurite e convinte di avere effettivamente l’obbligo di acquistare in alcuni casi hanno anche, perché indotte con evidenti raggiri, effettuato seduta stante un ordine in alcuni casi anche pagando con assegno o dando proprio Iban... Poi parlando con familiari si sono accorti che c’erano gli estremi per denunciare l’accaduto e dopo il nostro intervento si sono visti annullare gli ordini e restituire le somme versate».Il trucco in questo caso effettuato era rappresentato oltre che dall’inganno («ti dico che la firma mi serve solo per attestare l’avvenuta consegna del catalogo», mentre sul retro del foglio a caratteri minuscoli vi erano riportate le clausole che regolavano il contratto e che a sua insaputa la persona aveva sottoscritto senza che neppure le venissero mostrate) e trascorso il termine del recesso dei 14 giorni, il secondo rappresentante ti comunicava che invero ti eri obbligato ad acquistare e che nulla potevi più fare per evitarlo. Queste truffe si verificano periodicamente e ciclicamente in tutta la Toscana e talvolta prendono di mira singoli quartieri o città, per cui attenzione: può capitare a tutti.

Ecco cosa fare se siamo stati tratti in inganno

«Non fare entrare mai nessuno in casa che suona il campanello per offrirvi offerte o contratti con forti sconti, di nessun genere». Così consiglia l’avvocato Galloni. «Se malauguratamente avete fatto entrate qualche rappresentante o procacciatore d’affari anche se munito di tesserino identificativo, non firmate mai nulla, non esibite mai un vostro documento di identità né date i vostri dati bancari». E se abbiamo sottoscritto qualcosa? «Fatevene lasciare una copia e sappiate che avete sempre il diritto di esercitare il recesso entro 14 giorni dalla apposizione della firma». Ma che cos’è il diritto di recesso? Una grande tutela a favore del consumatore è rappresentata dall’art. 52 e seguenti del Codice del consumo che prevede il cosiddetto diritto di recesso o di "ripensamento", ossia il diritto del consumatore di sciogliere unilateralmente il contratto di acquisto di un bene o di un servizio, concluso a distanza, o fuori dai locali dell’esercizio commerciale. Tale diritto potrà essere esercitato, senza alcuna penalità e senza indicare una motivazione specifica, entro il termine di 14 giorni lavorativi. Il diritto di recesso è riconosciuto esclusivamente in favore del consumatore, in quanto quest’ultimo, accettando i termini e le condizioni stabilite dal venditore, conclude un contratto di acquisto a distanza o fuori dai locali commerciali, senza avere un contatto diretto con la merce comprata e senza poter verificare personalmente la qualità del bene acquistato; pertanto, il consumatore rappresenta la parte debole del contratto. Per queste ragioni, il legislatore ha previsto in favore del consumatore la possibilità di "ripensarci" restituendo il prodotto e chiedendo il rimborso di quanto speso. Per esercitare il diritto di recesso dal contratto, il consumatore dovrà comunicare per iscritto con pec o raccomandata o fax tale intenzione al venditore, che, ricevuta tale comunicazione, dovrà provvedere al rimborso del prezzo.

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