Il presidio
Sulle colline di Camaiore la posta non arriva da due mesi: caos per anziani e bollette in tilt
A Montemagno i cittadini che sono rimasti esclusi dal servizio di consegna I residenti si sono rivolti agli uffici nel centro storico oppure a Lido di Camaiore
CAMAIORE. «Mia madre non riceve la posta da quasi due mesi. L’azienda dell’energia l’ha chiamata per sollecitare il pagamento oppure le staccheranno la luce», la voce è quella di una cittadina di Camaiore che ha un’anziana madre che vive nella frazione collinare di Montemagno. Qui il postino non suona due volte, anzi, non suona proprio per niente da ormai due mesi. Nessuna consegna del servizio di Poste Italiane. E come l’anziana madre della nostra lettrice, altre centinaia di famiglie che sono escluse dal servizio postale da troppo tempo.
Ovviamente i disagi si accumulano, in primo luogo per le persone di una certa età che non riescono a utilizzare i servizi online oppure per i normali cittadini che sono costretti a rivolgersi agli uffici postali del centro storico oppure di Lido di Camaiore. Non sempre con risultati soddisfacenti. Il problema è che manca personale e l’azienda non è in grado di coprire l’intero territorio con i portalettere che ha al momento. Ma le assunzioni non ci sono e a farne le spese sono i comuni cittadini che si trovano a vivere il paradosso di essere morosi con i conti da pagare, senza poter far nulla per rimediare.
«Nonostante le denunce sindacali riguardo a questo tipo di problemi, l’azienda Poste ha risposto con poche assunzioni quindi non ha risposto – ribadiscono con fermezza i sindacati dei postini- lo sanno i cittadini che ne pagano le conseguenze con code interminabili agli sportelli e posta che non viene recapitata. La giacenze nei centri è altissima».
Il caso di Montemagno è stato denunciato anche dagli stessi sindacati ormai da tempo ma la situazione sembra lontana: «In un’indagine della Slc Cgil a novembre mancavano circa 30 persone nella sportelleria. Inoltre 11 zone di recapito erano prive di titolare e altrettante linee bussiness erano mancanti, oltre la scorta non coperta completamente rispetto alle assenze (infortuni e malattie lunghe oltre 15 giorni) . Ne pagano le conseguenze – ribadiscono i sindacati – i lavoratori postali privati dei loro diritti e della dignità personale. Nel conto ci vanno messe anche le accuse infamanti da parte dei cittadini, che reagiscono male nei confronti dei disservizi. Non è certo una soluzione prendersela con gli sportellisti o gli impiegati. È una fase difficile, ma i lavoratori di Poste si trovano in una trincea, da soli senza strumenti che la volontà di svolgere il proprio lavoro».
La situazione dei tagli al servizio postale non è cosa nuova in Versilia, come nel resto d’Italia, e si ripresenta ciclicamente in alcuni momenti dell’anno. Malgrado le segnalazioni di cittadini e dei sindacati, ancora nulla è stato fatto per risolvere il problema.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
