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Riscuoteva il reddito di cittadinanza ma aveva due case in Costa Azzurra

Luca Tronchetti
Riscuoteva il reddito di cittadinanza ma aveva due case in Costa Azzurra

Denunciata una versiliese all’interno di un’operazione delle Fiamme gialle che ha messo nei guai una ventina di persone

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Luca Tronchetti

viareggio. Ancora un’operazione della Finanza contro i furbetti del reddito di cittadinanza, che ricevevano il sussidio senza averne diritto.

Clamoroso il caso di una signora versiliese di mezza età comproprietaria, insieme al fratello, di due costosi appartamenti sulla Costa Azzurra ereditati da alcuni parenti. La donna nella richiesta formulata per l’ottenimento del beneficio si è dimenticata di indicare di essere comproprietaria di immobili. Per questo le verranno chieste le somme percepite, oltrea subire una denuncia penale.

In un altro caso è stato trovato un soggetto che si era creato una falsa identità. Si tratta di un quarantenne impresario di origini polacche approfittando del suo cognome zeppo di consonanti ne inverte alcune e crea due diverse identità con dati anagrafici differenti e residenza in due comuni distinti della Mediavalle. Come un novello dottor Jeckyll in uno dei due comuni, con tanto di partita Iva, apre la sua attività di imprenditore edile. Nell’altro invece risulta essere indigente e quindi assegnatario del reddito di cittadinanza.

Un ingegnoso meccanismo scoperto dal comando provinciale della Guardia di Finanza, in sinergia con l’Inps, nell’ambito di una più vasta indagine nei confronti dei percettori del reddito di cittadinanza che ha portato le fiamme gialle a denunciare venti persone – il 60% residenti in Mediavalle e il rimanente divisi tra la Lucchesia, la Piana e la Versilia – in quanto avrebbero illecitamente percepito il beneficio economico per un ammontare complessivo di 135mila euro. Oltre all’imprenditore di origine polacca, che oltre alla revoca del beneficio, è stato denunciato alla procura della Repubblica con l’accusa di truffa ai danni dello Stato e sostituzione di persona. Per riuscire a scoprire il “furbetto” ci sono voluti mesi d’indagini del nucleo speciale di polizia economica con incrocio di dati e l’interessamento dell’Interpol per capire quale fosse la reale identità. Ma non è il solo caso che balza agli occhi. Tra i requisiti oggettivi reddituali e patrimoniali per ottenere il beneficio c’era anche l’assenza di misure cautelare pendenti e la residenza nel territorio italiano per un periodo minimo di dieci anni. Per quanto riguarda i carichi pendenti dai controlli della Finanza è emerso che due persone residenti a Lucca hanno ottenuto il beneficio nonostante fossero gravati da misura cautelare per fatti avvenuti pochi mesi prima della richiesta. Nei loro confronti scatterà inevitabilmente la denuncia che può portare a una pena da due a sei anni di reclusione.

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