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Versilia

Piano strutturale a Pietrasanta, conflitto d’interessi per Giovannetti e i consiglieri Marchetti e Tognini

Luca Basile
Piano strutturale a Pietrasanta, conflitto d’interessi per Giovannetti e i consiglieri Marchetti e Tognini

I tre hanno dovuto certificarlo votando il documento in consiglio comunale. Il sindaco: «Giornata storica». Le opposizioni: «Ricorso» 

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PIETRASANTA. Via libera, dopo una seduta consiliare lunga oltre otto ore, ai nuovi strumenti urbanistici della Pietrasanta che verrà. «Un giorno storico, tutto è migliorabile, ma con l’adozione dei piani strutturale e operativo abbiamo indicato un percorso valido fino al 2035», le parole del sindaco Alberto Giovannetti a conclusione di una giornata che lascia però in scia proteste, veleni e l’eventualità di ricorsi.

Questo perché, come sollecitato nei giorni scorsi in una lettera a firma del segretario comunale Alessandro Paolini, i consiglieri in potenziale conflitto, rispetto al piano strutturale, hanno dovuto pubblicamente certificare la propria posizione. E a farlo sono stati il sindaco Giovannetti, il capogruppo della Lega Antonio Tognini e l’ex capogruppo di Forza Italia Gabriele Marchetti.

Proprio sui conflitti di posizione dei tre è andata ad incagliarsi la seduta consiliare fra interpretazioni divergenti del regolamento riguardo ai due emendamenti – il primo a firma di Pd, Insieme per Pietrasanta e Italia Viva e il secondo sottoscritto da Fratelli d’Italia – che chiedevano, con sfumature diverse, di lasciare invariate, in questa fase, quelle parti di piano che coinvolgevano, direttamente o meno, sindaco e consiglieri. Emendamenti però respinti dalla maggioranza. «È stata individuata una soluzione tecnica spacchettando i singoli emendamenti e la delibera, per fare sì che ci fosse il numero legale in consiglio comunale. In questo modo i consiglieri interessati dal conflitto di posizione, invece di uscire tutti e tre insieme, sono usciti uno alla volta, via via che veniva affrontato il conflitto», la missiva del Partito democratico che non esclude l’ipotesi di un ricorso sulle modalità di voto decise dal presidente del consiglio Paola Brizzolari.

Tornando allo strumento urbanistico, adottato con i voti della sola maggioranza, sono importanti i numeri che porta in dote il piano: è infatti pari a 8191 metri quadri la superficie edificabile destinata al residenziale che, prendendo a riferimento una metratura media di 100 metri quadri, porta in dote, ovviamente su carta, 819 nuove case. E ancora; 5.256 mq di residenziale proveniente da riuso, per intendersi cambio di uso di capannoni esistenti che, presupponendo sempre un “taglio medio” di 100 mq, prevedono 152 nuove case e 20124 mq di nuovi capannoni industriali: come a dire circa 30 nuovi capannoni per una media di 600 mq ciascuno. Nella tabella anche 14500 mq destinati al commerciale, 15000 mq di turistico ricettivo, in sostanza come 10 nuovi alberghi aventi una superficie media, ciascuno, di 1500 mq e 29600 mq di direzionale (uffici e servizi) che tradotto fanno 150 nuovi uffici da 200 mq ognuno.

Cittadini ed imprese avranno, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Regionale, 60 giorni per presentare le osservazioni con l’approvazione definitiva, assicurano dal Comune, prevista in primavera. Ipotesi forse troppo ottimistica. «I nuovi strumenti urbanistici metteranno in condizione la città di assecondare la sua vocazione turistica, ma anche di consentire di recuperare ed ampliare l’esistente da parte dei privati», le parole di Giovannetti. Mentre Giulio Battaglini e Michele Balderi, Fdi, bocciano lo strumento: «Mancata condivisione, fretta e forzatura». Lapidario Nicola Conti, Pd. «Condivisione nulla, vantaggi per la comunità assenti».

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