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Elezioni a Camaiore, centrodestra ancora senza un candidato: ecco il punto

Cesare Bonifazi
Elezioni a Camaiore, centrodestra ancora senza un candidato: ecco il punto

Tensioni soprattutto all’interno di Fratelli d’Italia che non ha lanciato un nome Con l’appoggio esterno della Lega a Carrai si potrebbe rischiare la frattura

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CAMAIORE. Il centrodestra camaiore sta ancora lavorando. Ma ancora un nome definitivo non c’è. A pochi giorni da Natale la coalizione non si è ancora deciso sul candidato alla corsa per le prossime Amministrative di primavera. Se da una parte il centrosinistra già è in piena campagna elettorale con l’attuale vicesindaco Marcello Pierucci, i partiti nazionali del centrodestra devono ancora incontrarsi per un serio confronto.

A mettere tutto in stallo è anche la situazione incerta della candidatura di Lucca. Un primo incontro c’è stato nella serata di ieri ma questo non significa che si arrivi a una quadra nell’immediato. L’unico che sembra veramente motivato è Fabio Pezzini che ha proposto la candidatura dell’imprenditore, ed ex assessore, Carlo Alberto Carrai il quale è già stato bocciato come candidato unico della coalizione, malgrado l’endorsement della Lega cittadina.

Per quanto riguarda Forza Italia, il candidato naturale è il consigliere e capogruppo Marcello Mancini che riceve l’ok dell’ex sindaco Giampaolo Bertola, anche lui in corsa con la propria lista civica con la quale si era presentato cinque anni fa. Il partito che sembra ancora perso nell’indecisione è Fratelli d’Italia che avrebbe addirittura tre campioni. C’è Claudia Bonuccelli che però viene malvista da parte della coalizione per l’appoggio dato in passato al candidato sindaco Marco Daddio (alternativo al centrodestra classico). Il secondo nome è quello del consigliere e capogurppo in consiglio Riccardo Erra. Il terzo possibile candidato per il partito di Meloni potrebbe essere l’ex assessore di An Massimiliano Micheli.

Ma all’interno del partito ancora non c’è chiarezza. La situazione potrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni ma di sicuro questo crea molta tensione all’interno dei partiti tanto da mettere a rischio l’unità. Le voci all’interno delle varie liste parlano ancora di una possibile unità e di lavori in corso per trovare una quadra sul nome da proporre al tavolo. Quello che è certo sono anche gli attriti che i partiti portano ancora con sé dopo quasi dieci anni di opposizione.

Ma le trattative sono in corso e l’orizzonte che adesso si prospetta per sciogliere il bandolo della matassa non è più Natale ma l’inizio di gennaio quando la campagna elettorale dovrà cominciare definitivamente. Intanto l’orologio ticchetta.
 

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