Le ceneri di Enrico Pieri torneranno a Sant’Anna di Stazzema: ecco il programma dell'ultimo saluto
Domenica 19 dicembre la cerimonia di addio al superstite dell’eccidio del 1944. Tanta gente a salutarlo nella camera ardente allestita a Pietrasanta
STAZZEMA. Enrico Pieri tornerà a Sant’Anna. Lo farà per la seconda e ultima volta. Per restare e proteggere quei luoghi, ora sono finalmente in salvo, fuori dall'oblio, e simbolo di pace. Domenica 19, con una cerimonia di addio al superstite e presidente dell’associazione martiri di Sant’Anna, scomparso venerdì a 87 anni dopo una malattia, le sue ceneri saranno sparse su quei monti. Gli stessi monti dove ha perso tutta la famiglia all’età di dieci anni. Gli stessi da cui è scappato per 35 anni, in Svizzera, per provare a dimenticare la strage nazifascista e costruirsi una vita altrove. Gli stessi dove ha deciso di tornare per fare della loro storia una sua missione di vita, per diffondere i valori di pace e di libertà. Con autentica passione e pacatezza.
In occasione della funzione e la cerimonia civile, alle 10.30 nella chiesina di Sant’Anna, saranno programmati anche alcuni interventi per ricordare Enrico. Per ricordare quando si è speso in testimonianza dei fatti avvenuti il 12 agosto del 1944, per la memoria di Sant’Anna e per incontrare tantissimi studenti.
Ieri intanto la camera ardente era stata allestita nella cappellina della Croce Verde di Pietrasanta, e rimarrà aperta anche oggi. Le visite di amici e conoscenti sono state tantissime, fra cui quella del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Tutto l’affetto mostrato non era tanto per chi rappresentava Enrico (che ha espresso quel ruolo impeccabilmente), ma per la persona che quella gente ha conosciuto: un uomo gentile, disponibile, aperto ed estremamente puro con tutti. I più affranti in questi giorni, oltre ai familiari, sono i compagni dell’associazione martiri di Sant’Anna. «A nome di tutti i nostri soci dei componenti il comitato direttivo e del paese di Sant’Anna – hanno scritto in una lettera – desideriamo esprimere per questa gravissima perdita l’affettuosa vicinanza e la partecipazione al dolore della moglie Fiorenza del figlio Massimo e di tutti i parenti. Prima come socio poi come componente del direttivo ed infine da molti anni come presidente, Enrico si è speso senza risparmio al servizio dell’Associazione martiri e del paese di Sant’Anna per mantenere viva la memoria ed il ricordo dei martiri dell’eccidio nazifascista durante il quale perse tutta la sua famiglia rimanendo tragicamente solo a dieci anni di età. Come superstite – hanno proseguito i familiari delle vittimi e i superstiti ancora in vita dell’Associazione - ha raccontato in questi anni a migliaia di persone e soprattutto di giovani ragazze e ragazzi italiani e stranieri l’orrore e la tragedia della guerra e della violenza esaltando sempre l’importanza dei valori di pace libertà democrazia».
Soprattutto insegnando a non odiare, neppure il peggior nemico. Fra gli ultimi desideri di Enrico, che aveva espresso di recente alla moglie, e quest’ultima ha riferito al sindaco di Stazzema Maurizio Verona, c’era quello di dedicare un ricordo alla figura di Duilio Pieri, lo zio di Enrico. Perché era grazie a quella persona, che con fermezza e determinazione aveva sollecitato le istituzioni (anche a Roma), se era stata realizzata la strada che dal Comune di Camaiore arriva al paese, e infatti la via è intitolata a lui. «Ho già deciso, – ha dichiarato Verona – nella speranza di riuscire a completare la strada per collegare Sant’Anna a Farnocchia, che anche quel tratto prenderà il nome di Duilio Pieri».
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