Dai Savoia all’Anpi «Ti dobbiamo tanto»
stazzema. Sono tantissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Enrico Pieri, simbolo dell’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema. A cominciare da Emanuele Filiberto di Savoia: « A nome anche di mio Padre e mio personale – scrive – desidero rivolgere ai familiari, alla Città di Stazzema, decorata di Medaglia d’Oro per la Resistenza in Versilia, le nostre più sincere condoglianze per questa grave perdita. Un Uomo che ha saputo perdonare i carnefici del suo popolo e della sua intera famiglia, che ha combattuto le discriminazioni nei confronti degli italiani all’estero, coltivando sempre il sentimento della pace. Il suo continuo pensiero per l’educazione dei giovani alla democrazia ne ha fatto un fulgido esempio di amore e rispetto verso gli altri esseri umani, ma soprattutto un maestro del saper perdonare».
Aggiunge il senatore Massimo Mallegni: «Sono giorni tristi per tutti noi. Enrico Pieri ci ha lasciato. È stato testimone involontario della Strage, lui che ha visto trucidare i suoi cari e i suoi amici e tanti tantissimi altri tra donne e bambini, ci ha lasciato. Nella sua lunga vita ha portato la sua testimonianza a tanti giovani, ha trasmesso la voglia di non dimenticare e la Necessità di ricominciare. La sua vita è stata un dono per tutti noi e noi dobbiamo proseguire con la sua missione. Ciao Enrico che la terra ti sia lieve». Dall’Anpi Capannori: «Ci piace pensare che Enrico sia ancora con noi, dentro noi e ci ricordi ogni giorno che commemorare non vuol dire ricordarsi di un qualcosa un giorno l’anno, ma al contrario ricordarci ogni giorno ciò che la storia ci ha insegnato. Ed ecco perché lo ringraziamo per tutto quello che ci ha insegnato e continuerà ad insegnare». Il deputato Umberto Buratti guarda avanti: «Enrico era profondamente europeista e ogni volta ricordava che se in Europa abbiamo oltre settant’anni di pace, lo dobbiamo anche ai martiri di Sant’Anna così come a tutti i martiri della Seconda Guerra Mondiale. Adesso l’impegno da parte di tutti, cittadini e cittadine, associazioni ma soprattutto istituzioni di ogni livello, comune, Regione, Stato, deve essere ancora più forte, ancora più deciso, ancora più concreto. Raccogliamo il testimone e l’insegnamento di Enrico e dimostriamo di meritarlo».
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