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Sindacati in allarme, mancano troppi infermieri all'ospedale Versilia: «Pronti alle proteste»
Sono ripartiti i tavoli di confronto con l’azienda sanitaria. La Fials ha ottenuto le indennità Covid e l’avvio delle fasce
VIAREGGIO. Mancano infermieri e il territorio della Versilia sembra sul punto di andare al collasso. È questo l’allarma lanciato dal sindacato Fials che denuncia ormai da tempo delle carenze sul personale sanitario in forza non solo all’ospedale ma anche in tutte le strutture del territorio. Per questo la sigla si è detta pronta, già dal mese di gennaio, a intraprendere delle azioni di protesta. Sembra impossibile ma potrebbe essere difficile indire uno sciopero perché il personale si trova già nella situazione di garantire appena il minimo del servizio.
«Nel mese di ottobre avevamo dichiarato lo stato di agitazione al livello regionale - spiega Daniele Soddu, segretario del sindacato versiliese - ne sono seguiti degli incontri in sede prefettizia sia a Firenze che a Pisa. Ma nessuno di questi ci ha rincuorato perché soltanto alcune delle nostre richieste sono state accolte. Abbiamo ottenuto per esempio che riprendessero i tavoli di trattativa sul piano aziendale con la direzione che erano sospesi da mesi e rallentavano l’approvazione di alcuni istituti che danneggiavano fortemente i lavoratori. Tra i risultati ottenuti abbiamo per esempio l’erogazione delle indennità di malattie infettive, ovvero quei finanziamenti regionale che devono andare a coloro che vengono dirottati nei reparti covid come le bolle. A questo si aggiungono gli scatti per le cosiddette fasce, ovvero le progressioni orizzontali. E per concludere abbiamo ottenuto la costituzione di un tavolo urgente che trattasse le dotazioni organiche alla luce della carenza di personale nei servizi sanitari che non ho paura a definire drammatica».
Le richieste della Fials sono state dunque accolte, ma solamente in parte, ed è proprio da questo sono ripartite le convocazioni per i tavoli di confronto ed è stato istituito il tavolo permanente sulle criticità degli organici.
«C’è statoun primo accordo sull’erogazione della malattie infettive, sono stati definiti i conteggi e un accordo sulle progressioni che verranno conteggiate da gennaio e retroattivamente per tutto il 2020 - continua Soddu - Questo è un grande risultato perché un migliaio di lavoratori saranno coinvolti nei passaggi di fascia e ci impegneremo affinché nell’arco dei prossimi due anni sia erogata una fascia di progressione a tutti i dipendenti».
Ma questo non cambia la situazione dell’organico e proprio recentemente il problema è stato posto durante un tavolo che si è tenuto il 7 dicembre: «C’è uno scollamento importante tra quello che dice l’azienda e la realtà - spiega il sindacalista - l’Asl ragiona sull’intero territorio aziendale e non tiene conto delle specifiche esigenze del territorio. La portata del problema in Versilia resta dunque grande. E non siamo noi a dirlo ma i numeri: mancano in tutto circa un centinaio di infermieri».
A causa di lunghe assenze superiori a 30 giorni (per esempio per maternità, malattia o infortuni)non sono in servizio 50 infermieri e 12 oss. Per le uscite a vario titolo, tra cessazioni e licenziamenti, non ci sono 20 infermieri e circa 20 oss. Ci sono poi dieci infermieri che sono stati sospesi per la non conformità con l’obbligo vaccinale, per lo stesso motivo mancano anche cinque oss».
Ai numeri snocciolati da Soddu si aggiungono anche i quattro infermieri che in questo periodo hanno variato la tipologia di attività uscendo dalle corsie e che sono stati collocati, grazie a selezioni interne, a un tipo di lavoro più manageriale e mai sostituiti (per esempio che sono passati all’accettazione o saranno impiegati per fare lo spid agli utenti) .
«Da una stima che abbiamo fatto - conclude Soddu - la carenza è di circa 100 unità alla quale si aggiunge quella cronica di medici, tecnici di laboratorio, fisioterapisti, ostetriche. Tanto per dare un esempio: in Pediatria sono state sospese le ferie natalizie per coprire i turni. Se non si interverrà su questa situazione, stiamo valutando forme di protesta. Al momento non siamo in grado di organizzare uno sciopero perché la normativa ci impone di rispettare i livelli minimi di servizio e, a condizioni normali, siamo già in quel tipo di situazione. Tuttavia da gennaio siamo pronti a protestare».
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