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Versilia

Classifica mondiale degli yacht, Overmarine salta al sesto posto: «Ecco la nostra ricetta»

Donatella Francesconi
Classifica mondiale degli yacht, Overmarine salta al sesto posto: «Ecco la nostra ricetta»

Azimut Benetti, Sanlorenzo che si conferma medaglia d'argento. I fratelli Balducci: «Soddisfatti di aver accontentato tutti i nostri clienti per i quali costruiamo barche»

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VIAREGGIO. Dall’ottavo posto del 2021 al sesto del 2022: un bel salto in avanti per Overmarine Group, azienda della famiglia Balducci che scala a passi da gigante la classifica del Global Order Book, quella dei più grandi produttori di yacht al mondo redatta dalla prestigiosa rivista nautica Boat International. Classifica che vede – tra i primi dieci cantieri al mondo – quattro aziende della nautica anche toscana e viareggina: Azimut Benetti, Sanlorenzo che si conferma al secondo posto, Overmarine e Italia Sea Group che dal nono posto passa all’ottavo. Un successo – spiegano al Tirreno i fratelli Katia e Maurizio Balducci – che è anche «frutto del rinnovamento totale che stiamo completando sul design». In un periodo, come quello della pandemia, che ha visto i numeri della produzione nautica balzare in alto come da tempo non si vedeva. Tanto che Maurizio Balducci conferma: «Ci sono più clienti in cerca di barche che barche disponibili».

Fondata nel 1985 dal padre Giuseppe Balducci, Overmarine Group conta dieci stabilimenti produttivi in Toscana, distribuiti nell’area di Viareggio, Massa e Pisa, per un totale di circa 190mila metri quadrati tra aree coperte e scoperte. «Il nostro cantiere», racconta Maurizio Balducci, già dal 2016 ha diversificato la produzione che era centrata tutta su imbarcazione sportive in vetroresina, ampliando la gamma con due linee in acciaio e alluminio, imbarcazioni transoceaniche con prestazioni intermedie dislocanti. Quindi c’è stato un progetto di allargamento della gamma di prodotti proposti e un rinnovo totale che stiamo completando per quanto riguarda il design delle imbarcazioni, sia a livello di esterno che di interni». Operazioni che piacciono a un mercato – sottolineano i fratelli Balducci – «che negli ultimi tre anni ha portato da noi una clientela al 100 per cento estera. Anche se noi siamo stati, fin dalle origini, un cantiere che ha lavorato molto con l’estero».

Il salto nella classifica mondiale dà soddisfazione, ma i toni di Katia e Maurizio Balducci sono sempre quelli di chi poco ama le luci della ribalta: «Diciamo che ci dà molta soddisfazione avere accontentato tutti i clienti ai quali abbiamo consegnato le imbarcazioni. La soddisfazione più grande è costruire le imbarcazioni e accontentare il cliente» con lo stile dell’azienda. Che è quello – aggiunge Katia Balducci – «di mantenere la qualità salvaguardando l’indotto. Nel nostro personale non c’è una grande turn over e le ditte che lavorano per noi sono sempre le stesse per garantire la qualità». Una scelta «che è un modo diverso da come sono strutturati altri gruppi», ci tiene a ricordare Maurizio Balducci.

Inevitabile chiedere a chi rappresenta la grande nautica viareggina quali siano le necessità impellenti per la cantieristica: «Liberare l’imboccatura del porto dalla sabbia», risponde senza dubbi Katia Balducci. E poi affrontare il tema degli spazi dei quali la nautica ha necessità: «Il mercato in questi anni si è spostato su metrature più grandi, dai 30 metri in su, ed è una tendenza che negli anni va avanti. Da viareggini ci piacerebbe tanto restare a lavorare a Viareggio: ma bisogna trovare gli spazi che ci permettano di farlo», conclude Maurizio Balducci.

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