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Versilia

Antartide, due viareggini in missione. «Un'esperienza unica»

Roy Lepore
Paola Del Carlo con i pinguini imperatore (foto Pnra)
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Paola Del Carlo con i pinguini imperatore (foto Pnra)

Simone Toschi è vigile del fuoco, Paola Del Carlo ricercatrice. Si sono incontrati nella base italiana

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VIAREGGIO. Non capita tutti i giorni che due viareggini si trovino in Antartide, neppure si fossero dati un appuntamento. Ed è invece accaduto realmente di recente a Simone Toschi, vigile del fuoco del Distaccamento di Viareggio e a Paola Del Carlo, ricercatrice della sezione di Pisa dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Entrambi si trovavano in missione presso la base italiana Mario Zucchelli, dove si sta costruendo una pista di atterraggio in terra per gli aerei. Toschi si occupa della parte logistica, mentre Del Carlo, ricercatrice viareggina dell'Ingv, è tornata in Antartide per studiare il vulcano Melbourne, che si trova a 40 chilometri dalla base.

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«È stata una bella sensazione trovare un viareggino a tanti chilometri di distanza, anche lui impegnato nel progetto finanziato dal Pnra (Programma nazionale di ricerca Antartide)», racconta Paola Del Carlo, 57 anni cresciuta al Terminetto, laureata a Pisa con una tesi in vulcanologia, e poi impegnata in Sicilia per un certo periodo, sull'Etna e sullo Stromboli. Tornata nel 2006 a Viareggio è andata a lavorare a Pisa, e avendo avuto la possibilità di prendere parte a una missione in Antartide non se l'è fatta sfuggire. Ha portato la sua esperienza studiando il vulcano a 40 chilometri dalla base italiana. «Anche questa volta sono stata lì quasi due mesi – spiega –, se consideriamo che per due settimane siano stati in quarantena in Nuova Zelanda, in quanto l'Antartide è Covid Free. È stato in questo ultimo viaggio che ho incontrato Simone Toschi, il vigile del fuoco viareggino, che era già stato lì e che ci rimarrà fino a febbraio».

Silvia, la moglie di quest’ultimo, è in contatto con il marito via telefono, anche se non è certo una cosa semplice. Toschi 51 anni è partito a ottobre e tornerà per Carnevale. «Anche la volta precedente la sua permanenza è stata così lunga – dice la moglie – in quanto si occupa della parte logistica della missione essendo specializzato nella guida dei mezzi pesanti. È assieme ad altri cinque colleghi vigili del fuoco, selezionati in tutta Italia. Come è avvenuto nel 2020, anche questo Natale e fine anno lo trascorrerà in Antartide, mentre io sarò a Viareggio. È una sensazione un po' strana, però anche questo fa parte del suo lavoro: ci faremo gli auguri per telefono. Pur lontano, Simone si porta Viareggio nel cuore: durante la missione precedente ha portato sui ghiacciai dell'Antartide la bandiera di Burlamacco, per ricordare il Carnevale. Questa volta quella dei motociclisti delle “Tartarughe Lente”, di cui parte con orgoglio. Da laggiù saluta tutti, dando appuntamento a febbraio, quando tornerà».

La pista in terra che stanno costruendo servirà per evitare di appoggiarsi alla base americana. «Vicino alla nostra base ci sono quelle coreana, tedesca e americana – dice Paola Del Carlo –. Nel mese di dicembre il ghiaccio si scioglie ed è per questo che è necessario realizzare la pista in terra, per essere autonomi e non dover dirottare gli aerei sulla base americana».

In Antartide c'è da tenere conto anche delle bufere di neve e delle temperature basse che oscillano tra zero e meno 40 gradi, con raffiche di vento, quando è maltempo, che arrivano fino a 60 nodi e che complicano sicuramente il lavoro. Ci sono giorni durante i quali la vulcanologa non può nemmeno uscire dalla base: «Sono comunque esperienze che è difficile raccontare – sottolinea –, ma per chi ama questo lavoro sono uniche e la voglia è sempre quella di tornare laggiù per completare quello che hai iniziato».

Ed è quello che capita anche a Simone Toschi, che ormai si è abituato alle missiono tra i ghiacci. Una parte di lavoro decisamente diversa da quella di tanti suoi colleghi, che rappresenta con orgoglio a tanti chilometri di distanza, portando in alto, assieme a tutti coloro che sono impegnati in questi progetti e alla concittadina Paola, il nome di Viareggio sui ghiacciai con la compagnia anche di pinguini, come in una cartolina, a tanti chilometri di distanza da noi.

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