«Viva la terza dose, per noi il vero intoppo è la capienza ridotta»
«Nuovi controlli? Bene così: le persone devono capire che stiamo combattendo tutti insieme la terza guerra mondiale e che l’unico modo per vincerla è vaccinarsi».
Fresco di terza dose, Gherardo Guidi è pronto a fare la sua parte. E con lui anche la Capannina di Franceschi, la storica discoteca fortemarmina detentrice del primato come locale da ballo in attività più antico del mondo. «A penalizzarci davvero non è l’atto di controllare il Green pass dei nostri clienti all’ingresso – spiega il patron della Capannina, che gestisce da oltre 40 anni con la moglie Carla – ma la riduzione al cinquanta per cento della capienza: è quello il motivo per cui gli incassi sono quelli che sono e per cui in questo momento possiamo solo limitarci a “sopravvivere”. I controlli è invece bene eseguirli e in maniera capillare. Ho fiducia nel governo e nelle persone che lo guidano – spiega Guidi – se ritengono utili provvedimenti di questo tipo, è bene adeguarsi. E inasprire i controlli per chi invece non prestava attenzione alle normative vigenti. Per noi alla Capannina non cambierà poi molto, già ci siamo organizzati in questi mesi e proseguiremo con il nostro lavoro». Tutto, insomma, pur di non commettere un nuovo passo falso a livello nazionale «C’è da evitare a qualunque costo di chiudere di nuovo le attività – conclude Gherardo Guidi – per questo l’unica soluzione è fidarsi della scienza: far diventare obbligatorio il vaccino, a mio avviso, non sarebbe una scelta sbagliata».
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