Due milioni e mezzo per Villa Paolina Immobile venduto dopo tre aste deserte
Il complesso si sviluppa su centoundici ettari. L’ha comprato un imprenditore straniero il cui nome non è stato diffuso
Luigi Spinosi
LUCCa. Ha trovato un acquirente, seppur formalmente provvisorio, la storica villa Paolina e tutto relativo complesso a cavallo tra i comuni di Lucca e Massarosa.
Ieri, alla quarta asta fallimentare, il complesso è stato aggiudicato per due milioni e 469mila euro. Ad acquistarlo non una società, ma un imprenditore straniero, la cui identità al momento non è stata rivelata.
Si tratta, come scritto, di un acquirente che al momento va indicato provvisorio. Questo perché ci sono dieci giorni di tempo per eventuali rilanci. Infatti, se entro le 12 del 2 novembre il curatore fallimentare Alessandro Giannecchini ricevesse un’offerta di almeno 2.715.900 euro (ossia di almeno il 10 per cento superiore a primo prezzo di aggiudicazione) potrà sospendere la vendita, per indire un’ulteriore gara (a cui potranno partecipare solo il nuovo offerente e il precedente aggiudicatario). In ogni caso, anche nell’improbabile ipotesi di un ulteriore rilancio, la villa e tutto quel che comprende il complesso di cui fa parte, hanno un nuovo proprietario.
Certo, quasi due milioni e mezzo sembrano tanti, ma non poi così tanti se si tiene conto dell’oggetto della vendita e delle passate valutazioni. Nel 2017 Sotheby’s aveva provato, senza esito, a vendere il complesso per 13 milioni di euro.
Poi arrivo il crac dell’impero Baldino, con tutte le traversie che ne seguirono. E il complesso è finito all’asta fallimentare.
Anzi, alle aste fallimentari, visto che prima di arrivare a quella decisiva di ieri ve ne erano state ben tre, tutte andate deserte. Alla prima, nel settembre del 2020 , il prezzo base era stato indicato in cinque milioni e 851mila euro (con offerta minima di quattro milioni e 388mila euro). Poi altre due aste, anche queste senza alcuna offerta, nel dicembre del 2020 e lo scorso luglio, entrambe alle stesse condizioni: prezzo base di 4.388.460 euro e offerta minima di 3.291.345 euro.
Infine l’ultima asta, quella di ieri, dove a fronte di un prezzo base di 3.291.345 euro, con offerta minima di 2.468.508 euro (più 75 centesimi), è arrivato il rilancio dell’ignoto acquirente, che ha fatto cifra tonda, arrivando a 2.469.000 euro.
E (sempre se nel frattempo non arriveranno altri contendenti) il compratore per poco meno di due milioni e mezzo avrà acquisito un complesso immobiliare immenso.
Il cuore centrale resta ovviamente Villa Paolina: una villa seicentesca che si sviluppa su cinque piani (interrato, seminterrato, piano terra, primo e secondo piano, tutti collegati con un ascensore), per una superficie complessiva di oltre 1.200 metri quadri. Al suo interno una miriade di stanze: tra le altre cinque camere, otto bagni, due salotti, uno studio/biblioteca, una sala biliardo, un salone e numerosi altri spazi.
Ma uscendo dalle stanze della villa la proprietà, che si sviluppa su 111 ettari, comprende anche altri edifici, fra case rurali ristrutturate o da ristrutturare, magazzini agricoli e anche due cappelle, per un totale di 1.600 metri quadri. Notevole è anche la tenuta, dove spicca l’immenso uliveto con oltre tremila piante. Ma una delle sue perle è rappresentato dal classico giardino all’italiana davanti alla facciata, e dal quale si accede, oltre che dalle scalinate esterne, anche dal piano interrato della villa. E, ovviamente, non può mancare la piscina, riscaldata e con idromassaggio. A completare il tutto anche una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri.
Il complesso aveva seguito le traversie della Baldini Group, l’azienda immobiliare che faceva riferimento a Giuliano Baldini (scomparso nel 2017), il re delle vernici che aveva ceduto le sue attività industriali per lanciarsi nel settore immobiliare.
La Baldini Group venne dichiarata fallita nel 2019. Villa Paolina non era direttamente proprietà della Baldini Group, ma apparteneva comunque a una società controllata dalla stessa (la Fattoria di Compignano Srl), e che, seguendo il destino della Baldini, venne dichiarata fallita.
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