Viareggio capitale della cultura: il progetto è segreto
La discussione in commissione: altre città candidate hanno attivato i percorsi partecipativi previsti dal bando del ministero
Donatella Francesconi
viareggio. Corsa contro il tempo per presentare, entro il 19 ottobre, il dossier per la candidatura di Viareggio a Capitale della cultura. «In questa fase non possiamo rivelare niente perché stiamo partecipando a un concorso di idee», sono le parole dell’assessore Sandra Mei, delega alla cultura, nel corso della commissione consiliare dedicata all’argomento, richiesta dalla forze di minoranza. Se è rimasta senza risposta la domanda del capogruppo della Lega, Alessandro Santini, che chiedeva di conoscere la cifra totale messa a disposizione per la candidatura dall’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro, ha avuto invece fin troppe risposte quella del consigliere di Fratelli d’Italia, Carlalberto Tofanelli: «Pesaro e Siracusa, entrambe in gara (Viareggio compresa sono 24 le città italiane che si contendono la vittoria, ndr) hanno attivato da tempo percorsi partecipativi. Perché si tratta di un dossier che deve essere formato con la partecipazione dei cittadini. Siracusa da due mesi ha attivato un desk con incaricati che raccolgono i suggerimenti dei cittadini. E poi gruppi di lavoro con le categorie e le imprese». Nella fase di definizione del dossier, niente di simili si è visto a Viareggio.
La spiegazione arriva a più voci nella riunione di commissione: «Per me la segretezza, in questa fase della procedura, è fondamentale», così la voce di David Zappelli, capogruppo della Lista Del Ghingaro in consiglio comunale.
«Dopo la riunione col sindaco alla quale c’erano anche esponenti dell’opposizione non c’è stato motivo di incontro», è l’intervento di Matteo Ricci, presidente della commissione cultura: «Perché un professionista non vuole svelare le proprie carte».
L’auspico di Marina Gridelli, consigliera comunale della Lista Del Ghingaro, è così espresso: «Anche solo entrare nella rosa dei finalisti per Viareggio sarebbe una bella cosa». E al consigliere Tiziano Nicoletti (lista “Bonaceto sindaco”) il quale era tornato sull’esempio di Pesaro confermando «che Pesaro ha attivato tutta una serie di consultazioni con i cittadini per arrivare a definire e presentare il dossier», Gridelli replica: «Non so dove Nicoletti abbia trovato le informazioni su Pesaro, ma a noi risulta che il dossier non sia consultabile». Il dossier no, sottolinea con forza Santini: «Ma la segretezza del documento che viene presentato è una cosa, la partecipazione alla stesura del progetto è un’altra». Tanto che basta un clic sul sito del Comune di Pesaro per ottenere l’informazione che a Gridelli è rimasta oscura: l’amministrazione ha infatti pubblicato l’Avviso per il conferimento del titolo “Quartiere/Municipio capoluogo della cultura nella città di Pesaro” che «nasce per attivare il coinvolgimento fattivo e partecipato dei cittadini nel percorso di costruzione della candidatura attraverso l’elaborazione di progettualità aventi durata semestrale con cui ottenere l’attribuzione del titolo».
Il compito di provare a tenere la barca pari è toccato al consigliere del Partito democratico, Filippo Ciucci: «Capisco che fin qua non c’è stata la partecipazione che ci si aspettava. Siamo sicuri che ci sarà in un’altra fase». Parole alle quali ha risposto netto Tofanelli: «Il tempo per il processo partecipativo è andato. Il dossier, una volta impacchettato, viene spedito e viene esaminato. La città a quel punto ha terminato la fase partecipativa. Nella sostanza del bando la città non è stata chiamata a partecipare».
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