Italia
Inchiesta sui pediatri, finisce l’incubo per Gian Piero Cassano
La Corte d’Appello dichiara la prescrizione per otto persone Altre otto andranno a processo, ma i tempi sono strettissimi
viareggio. La prescrizione ha già dato una sfoltita al numero degli imputati, facendo terminare il procedimento giudiziario anche per il pediatra viareggino Gian Piero Cassano. I tempi del processo di primo grado (prima udienza a gennaio 2022) o quelli dell’appello faranno il resto.
È un destino segnato quello dell’inchiesta “Medici low cost” che nel novembre 2014 terremotò l’ambiente dei pediatri e delle case produttrici di beni per bimbi con l’accusa di corruzione con la leva dei regali e dei viaggi all’estero per indicare alle neo mamme il latte in polvere dell’azienda che si era rivelata più munifica con i medici. Dopo la sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste del marzo 2018, la Corte d’Appello a cui la Procura (pm Giovanni Porpora) aveva fatto ricorso, ha disposto il rinvio a giudizio di otto tra pediatri e informatori medico scientifici. Le ipotesi di prescrizione oscillano tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023. Sentenza di non doversi procedere per prescrizione per Valter Gandini, 74 anni, ex informatore, in pensionato, di Pisa; per i pediatri Fabio Moretti, 65 anni, di Chianni; Marco Granchi, 65 anni, pediatra di Pontedera; Gian Piero Cassano, 69 anni, residente a Lido di Camaiore, pediatra con ambulatorio a Viareggio; Marco Marsili, 63 anni, pediatra di Piombino; i medici Alberto Colombini e Giovanni Lenzi di Grosseto, Donella Prosperi, 66 anni, di Cascina.
Disposto il giudizio per il manager Michele Masini, dirigente dell’azienda farmaceutica Dmf, 54 anni, residente a Limbiate (Monza Brianza); Dario Boldrini, ex informatore, 37 anni, di Pisa; Vincenzo Ruotolo, 68 anni, coordinate informator Dmf, di Grottammare (Ascoli Piceno); Gianni Panessa, 63 anni, informatore Mellin, di Livorno; Giuliano Biagi, (Humana) 39 anni, ex informatore di Massa; Renato Domenico Cicchiello, 70 anni, di Livorno, pediatra; Luca Burchi, 63 anni, pediatra residente a Volterra; Amerigo Celandroni, 70 anni, di Calci, ex primario di pediatria al Lotti di Pontedera.
Secondo la Corte d’Appello «risulta individuato l’atto contrario ai doveri di ufficio oggetto dell’accordo corruttivo in cui si assume che le utilità venivano promesse ai pediatri al fine di far prescrivere i prodotti di una casa farmaceutica in via preferenziale rispetto alle altre». I giudici denunciano un «sistema corruttivo portato avanti negli anni dalle case farmaceutiche con modalità sovrapponibili e riordinazione di mezzi e cautele al fine di eludere i divieti di legge in materia di incentivi e regali previsti per i prodotti per l’infanzia. Ogni regalia era sempre frutto di espressa richiesta da parte dei medici coinvolti di promettere la prescrizione dei prodotti e in questo modo mettere in competizione tra di loro le varie aziende. Erano i medici a dover far pervenire alle case farmaceutiche l’indicazione di beni di loro gradimento (condizionatori, iPhone, notebook); richieste che poi venivano soddisfatte secondo un piano di investimenti e nei limiti di spesa prestabiliti».
P.B.
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