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Anche Burlamacco festeggia i 120 anni del Vicenza calcio

Simone Pierotti
Anche Burlamacco festeggia i 120 anni del Vicenza calcio

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viareggio. Chissà, forse novant'anni fa Uberto Bonetti se l’era pure immaginato, un Burlamacco con il vestito a strisce anziché a scacchi. Eppure c’è chi l’ha disegnato davvero così, cambiando la forma senza intaccare la sostanza. E, soprattutto, rispettando la tradizione. Eccolo, il Burlamacco a strisce che l’artista veneto Osvaldo Casanova ha realizzato appositamente per l’iniziativa “120 Lane”, lanciata dal Giornale di Vicenza per celebrare gli altrettanti anni di vita della squadra di calcio locale. Ogni mese, fino a marzo dell’anno prossimo, in allegato con il quotidiano esce un fascicolo dedicato alla storia del Vicenza: un mese, un decennio. In copertina appare sempre un disegno di Casanova, tifosissimo biancorosso e valido artista. E quando si è trattato di arrivare agli anni Cinquanta, lui non ha avuto alcuna esitazione: «Nella storia del Vicenza, anzi, del Lane, come viene chiamata qui, le vittorie al Torneo di Viareggio del 1954 e 1955 stanno un gradino sotto la Coppa Italia del 1997 – spiega Casanova – perciò ho voluto puntare sull’immagine di Burlamacco». Il soggetto perfetto. Per più di un motivo: “Il Vicenza vinse due volte il Torneo grazie a una generazione di giovani talenti nel passaggio dall’immediato dopoguerra al boom economico e alla rinascita: quei successi, insomma, avevano un significato anche metaforico. Gli anni Cinquanta sono immancabilmente segnati dai trionfi di Viareggio e il tema dominante doveva essere quello». E chi meglio di Burlamacco? «Volevo giocare sulla contrapposizione tra la gioia da una parte e le privazioni della guerra dall'altra, che poi è la stessa fra Carnevale e quaresima. Burlamacco è il simbolo della vostra festa. E poi ha gli stessi colori del Vicenza…».

Sul vestito della maschera viareggina appare anche la mitica ‘R’ dell’azienda tessile Lanerossi, cucita sulle maglie dei giocatori a partire proprio dall'anno che si concluderà con la prima delle due vittorie allo stadio dei Pini e, pochi mesi dopo, la promozione in Serie A. Nell'inserto, il nome di Viareggio, del suo Carnevale e del torneo ricorrono più volte, anche grazie ad alcune bellissime foto d'epoca: c'è, ad esempio, l'intervista a Sergio Campana, altro big di quella bella nidiata o il ritratto dell'allenatore Berto Menti. Una copia dell'inserto è stata regalata sia alla Fondazione Carnevale che al Cgc.

Simone Pierotti



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