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Carnevale di Viareggio
GLI ESORDIENTI DELLA CARTAPESTA 

Susanna, un debutto sui viali da non stare più nella pelle

S.P.
Susanna, un debutto sui viali da non stare più nella pelle

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Viareggio. Il suo sogno era sempre stato quello di andare a vivere in Toscana, come certi stranieri che s'innamorano dell'Italia. Solo che lei non è tedesca, olandese o americana: è lombarda di Nerviano, città della provincia milanese che ha dato i natali al guru della fantascienza Ernesto Vegetti e allo sfortunato calciatore Luciano Re Cecconi. Un sogno che oggi si è realizzato grazie al Carnevale. Susanna Carofiglio, trentunenne, ha sfilato sabato scorso sui viali a mare con la prima maschera isolata della sua carriera: è un simpatico gioco di parole, Non sto più nella pelle, dove un serpente fa la muta e le sue squame diventano le losanghe multicolor del costume di Arlecchino. Un inno al Carnevale, inteso come festa e periodo in cui cambiamo - è il caso di dire - pelle e possiamo essere noi stessi senza alcun tipo di inibizione. E in effetti anche la stessa Susanna non stava più nella pelle, per questo esordio assoluto a Viareggio: la sua maschera isolata, oltretutto, è stata la prima opera in ordine di sfilata a transitare sabato scorso sotto le tribune lato monte di piazza Mazzini. «Ecco, appunto, un'emozione nell'emozione - racconta lei - è stata una soddisfazione enorme per me. Ed è stata meno stressante di quel che pensavo grazie ai consigli di altri mascheratisti, tra cui Michelangelo Francesconi che è un grande amico. Al mio fianco, poi, c'era mia mamma Nadia: da quando sono entrata a far parte del mondo del Carnevale se n'è innamorata pure lei».

Ecco: come ci è arrivata Susanna Carofiglio a Viareggio? «Io avevo fatto tutt'altro, studiando allevamento e benessere degli animali, ma dopo la laurea e un'esperienza di due anni e mezzo all'estero non trovavo sbocchi che mi convincessero: mi sentivo persa, volevo cambiare e così ho attinto all'altra mia seconda passione, quella per l'arte». Susanna scopre che a Viareggio c'è la Carnival Lab Academy, corso di cartapesta per addetti alla costruzione dei carri: «Faccio domanda e vengo selezionata: sognavo di vivere in Toscana e così mi sono trasferita qua. Poi, due anni fa, ho fatto il tirocinio nell'hangar di Luca Bertozzi e sono rimasta a lavorare da lui. È stato un inizio col botto: il carro delle tigri ha vinto e lui è stato promosso in prima categoria, sono orgogliosa di aver potuto vivere quel momento». Cosa ti piace del Carnevale? «Tutti gli aspetti di questo lavoro che prosegue, poi, con la realizzazione di scenografie per altri committenti: cambia sempre, non è mai uguale ed è molto stimolante».

S.P.

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