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Alloggi alla stazione brusca frenata

Donatella Francesconi
Alloggi alla stazione brusca frenata

Fermato il progetto per l’accoglienza di donne sole con figli «Tempi lunghi per l’autorizzazione della Soprintendenza»

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Donatella Francesconi

viareggio. Piano della performance degli uffici del Comune di Viareggio, il settore dei Servizi alle persona (sociale) ha scelto di non portare avanti, almeno per tutto quel che rimane del 2021, l’obiettivo così denominato: “Potenziamento co-housing solidale per nuclei monogenitoriali in emergenza abitativa”. Il progetto risale all’amministrazione del sindaco Leonardo Betti, anche se poi – a inizio febbraio del 2015 – sarà il commissario prefettizio a siglare, con Rete Ferroviaria italiana, l’accordo che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito di due locali della stazione da destinare a Help Center (locali al piano terreno) e – al primo piano – una casa di prima accoglienza, destinata in particolare a offrire una soluzione abitativa a donne in stato di difficoltà anche con minori. Il contratto, con una durata di cinque anni (e dunque scaduto, salvo rinnovo intercorso), era relativo ai due locali, per circa 200 metri quadrati.

A dare il via alla possibilità di intervento è stato, nel 2013, l’accordo di collaborazione firmato tra Regione e Ferrovie dello Stato con il si prevedeva che Ferrovie avrebbero messo a disposizione, nelle stazioni toscane, spazi non più funzionali alle attività ferroviarie e non valorizzabili commercialmente da destinare ad attività sociali o socio ambientali. Gli Help Center e i Centri di accoglienza così attivati sarebbero poi stati inseriti nel network gestito dall’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni.

Oggi si apprende – leggendo lo stesso Piano della performance degli uffici comunali, da sette anni governati dall’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro – che il settore sociale (assessore Federica Maineri) ha fatto richiesta di «ritiro dell’obiettivo, in quanto, probabilmente non realizzabile nei tempi prescritti stante i tempi che si stanno prolungando per l’ottenimento dell’autorizzazione della Sovrintendenza per i beni storici e paesaggistici». Autorizzazione relativa, si legge, «all’effettuazione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile». Così che, è ancora il documento del Comune a raccontarlo, «viene richiesta la sostituzione con un nuovo obiettivo dal titolo “Sistema Informativo dell’offerta di Servizi sociali».

Viene da chiedersi, a questo punto, il finanziamento ottenuto al progetto relativo alla stazione di Viareggio che fine abbia fatto. Anche considerando che in questa infinita vicenda che vede oggi uno stop c’è stato anche il documento, con tanto di firme raccolte, che gli abitanti di piazza Dante hanno inviato al Comune nell’ottobre 2017. Documento nel quale i cittadini firmatari si dicevano «preoccupati per l’impatto che i progetti potrebbero avere sui diritti di sicurezza, vivibilità, tranquillità e libertà degli abitanti».

Nello stesso documento si chiedeva di sapere se – vista la situazione già complicata per la sicurezza dell’area intorno alla stazione – «si sia pensato a tutelare le ospiti sole o con bambini dalla situazione di insicurezza presente all’interno della stazione».

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