Il presidio
Gaia cambia i tubi Dubbi del comitato su qualità dell’acqua
Pietrasanta. «Per quale motivo Gaia sostituisce le tubature nella frazione del Pollino?». Un punto di domanda che porta la firma dell’associazione per la tutela ambientale della Versilia che entra nel merito della questione.
«Nel corso del 2015 la zona del Pollino veniva colpita, anche se in seconda battuta, dall’emergenza tallio scoppiata, ad ottobre 2014, nella frazione di Valdicastello. Al contrario di quanto successo a Valdicastello, al Pollino, Gaia decise di non sostituire le condutture idriche contaminate dal tallio, provvedendo soltanto al “lavaggio” delle stesse, procedura che venne adottata a seguito delle analisi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità su alcuni campioni prelevati dal Gestore delle tubazioni. La nostra associazione, fin da subito, ha richiesto sia all’Istituto Superiore di Sanità che a Gaia i risultati delle analisi: a distanza di oltre 6 anni tali risultati non sono stati ancora resi pubblici», fanno sapere dall’associazione.
«Secondo le parole rilasciate da un dirigente di Gaia, nel mese di novembre 2019, le analisi dei campioni avrebbero evidenziato, per quanto riguarda il Pollino, risultati confortanti - aggiungono poi dall’associazione - in termini di presenza di tallio, senza tuttavia mostrare i risultati».
Inoltre. «Il 28 marzo 2020 il consigliere di Gaia Simone Tartarini, annunciava dalle pagine di alcuni quotidiani locali un importante investito di 2 milioni di euro per la sostituzione delle tubazioni al Pollino. Ricapitolando: Gaia, prima tranquillizza la cittadinanza sui valori di tallio riscontrati nelle condutture idriche poi, dopo appena 4 mesi, annuncia la sostituzione dell’intera rete idrica del Pollino. Una sequenza di eventi - sottolineano dall’associazione per la tutela ambientale della Versilia - che lascia aperti non pochi dubbi che il Gestore potrebbe tranquillamente dirimere pubblicando queste analisi. Siamo quindi ancora una volta a richiedere i risultati delle analisi sui sedimenti eseguite dall’Istituto superiore di Sanità».
È dunque necessario che venga fatta luce su questo dubbio che riguarda non solo i componenti dell’associazione ma tutti i cittadini.
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