Il Tirreno

Versilia

L’indagine 

Una perizia sul telefono di Katia, morta a 30 anni Il padre della giovane

S. C.
Una perizia sul telefono di Katia, morta a 30 anni Il padre della giovane

Torna a sollecitare la Procura: chiede di essere sentito per raccontare gli ultimi giorni della giovane

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Viareggio. Mentre vanno avanti le indagini sulla morte di Katia Lamberti commerciante di 30 anni, morta il giorno di Ferragosto, la famiglia torna a chiedere di essere ascoltata dall’autorità giudiziaria. Nei giorni scorsi il pm della Procura della Repubblica di Lucca che ha affidato l’incarico a un consulente tecnico, un analista forense di Osimo, di esaminare il telefono cellulare di Katia, partendo dalle telefonate in uscita, a quelle ricevute, fino ai messaggi ancora presenti sul cellulare e quelli che potrebbero essere stati cancellati. Nel telefono sono ricostruiti gli ultimi giorni della vittima. A rendersi conto che dal cellulare poteva arrivare un grande aiuto per capire quante volte e a chi Katia aveva chiesto aiuto prima di morire è stato il padre.

«Dopo il funerale – aveva raccontato Alfonso Lamberti – ho acceso il cellulare e mi sono reso conto che mia figlia erano giorni che stava male e chiedeva aiuto ai medici. Ma nessuno l’ha ascoltata, evidentemente. Ora noi vogliamo sapere come mai. Mia figlia era positiva al Covid ma poteva essere curata, invece è rimasta a casa».

Per questo l’uomo era andato in Procura a Lucca, pronto a consegnare il telefono, sequestrato poi il giorno dopo dai carabinieri.

Nel frattempo dal riscontro diagnostico è emerso che Katia è morta per una grave forma di miocardite.

Questo allontana i sospetti dalle conseguenze di un intervento estetico al seno a cui la giovane si era sottoposta nelle settimane prima di morire. «Quello che non riesco a capire – si sfoga ancora il padre – è perché non veniamo sentiti dall’autorità giudiziaria. Sappiamo che i medici sono stati sentiti e noi che siamo stati con Katia fino agli ultimi momenti della sua vita non siamo stati ancora chiamati. Noi genitori vogliamo raccontare cosa è successo prima di quella maledetta mattina di Ferragosto. Anche il compagno di Katia sa molte cose, è sempre stato insieme a lei, hanno chiamato i medici e l’Usca. Questo ritardo resta per noi un vero mistero», aggiunge il padre di Katia.

S. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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