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Doppio orgoglio per Angelica, viareggina che vive a New York

Gabriele Noli
Doppio orgoglio per Angelica, viareggina che vive a New York

Nella Grande Mela esposte in due mostre collettive le opere di Bergamini che parlano dell’immigrazione, della pandemia e dell’identità 

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Viareggio. La scena a New York, per Angelica Bergamini, è doppia. Le creazioni – in varie forme – dell’artista viareggina che ormai da oltre quindici anni vive nella Grande Mela sono infatti parte di due progetti distinti proprio in questi giorni.

A partire da “Dreamers”, una video installazione proiettata su decine di palazzi e spazi urbani di New York la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana, con i lavori di 40 artisti di tutto il mondo. La mostra intende stimolare gli artisti coinvolti e più in generale i newyorchesi a dimostrare il proprio senso di comunità e a celebrare la diversità, rendendo omaggio alla ricchezza del melting pot della città. “Dreamers” è stato sviluppato durante la pandemia, come un modo per onorare e celebrare le comunità di immigrati che la recente crisi sanitaria. Prendendo in prestito il nome dai giovani privi di documenti che hanno lottato per un percorso verso la cittadinanza, il progetto confida di onorare i sogni di tutti coloro che hanno lasciato la propria terra alla ricerca di nuove possibilità di vita altrove. La mostra è stata ideata e curata dall'artista visiva Laura Mega, co-fondatrice del progetto artistico internazionale “Lazzaro_art doesn't sleep”, a cui la stessa Bergamini aveva preso parte. Altre due sue opere creazioni sono inserite in “The eyes have it”, una mostra collettiva in esposizione al Lehman College Art Gallery, sempre a New York, nel Bronx, inaugurata il 31 agosto e visitabile fino al 13 novembre. Nello specifico, vi si ritrovano un mixed media (forma d’arte che unisce diverse tecniche, dal collage, alla pittura, al disegno) ed una video illustrazione di 2 minuti e 22 secondi.

La mostra riflette diverse esperienze di razza, etnia, genere e identità sessuale osservate dagli artisti. Le loro opere, create nell'ultimo decennio, conducono “gli occhi del mondo” conducono all’interno della galleria ed esemplificano la necessità di vedere ed essere visti: il pilastro centrale delle arti visive.

Gabriele Noli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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