Il presidio
Giannecchini (Cna): «Il porto ha bisogno di svilupparsi»
La proposta di Piano regolatore è pronta da più di un anno ma segreta Il presidente dell’associazione di categoria: «È il momento delle sfide da vincere»
Donatella Francesconi
viareggio. La nautica toscana e quella viareggina che ne è protagonista assoluta arrivano alla stagione dei Saloni di settore «a vele rigonfie». L’espressione è di Andrea Giannecchini, presidente della Cna provinciale Lucca, al quale il Tirreno ha chiesto di fare il punto sulla stagione d’oro e sui problemi che rimangono aperti per la Darsena viareggina. «Sono dal vent’anni nel settore e non avevo mai visto una situazione così positiva», racconta Giannecchini. Che prosegue: «Come Cna avevamo previsto, circa sette mesi fa, una crescita occupazionale intorno ai 2.500 posti. Ma devo dire che è sicuramente sottostimata». Una crescita, sottolinea Giannecchini, «all’interno della quale si pone la necessità che il nostro indotto cresca a livello qualitativo e professionale insieme alla crescita produttiva. Questa è la grande scommessa del settore nautico toscano: mantenere la sfida competitiva». Crescita che rischia di essere rallentata da due problemi di natura internazionale: «È sempre più difficile reperire le materie prime», ricorda Giannecchini: «Una difficoltà che riguarda i settori della componentistica meccanica ed elettronica, e i rifornimenti di rame («il prezzo è raddoppiato negli ultimi mesi»), alluminio, plastica. Senza contare «l’irreperibilità dei microprocessori». Difficoltà «generalizzate che stanno scontando principalmente le aziende dell’indotto. E il settore pubblico dovrebbe occuparsene».
A mancare è anche il tek, legno fondamentale per la nautica, prodotto per il 90 per cento in Birmania, Paese sotto sanzioni internazionali legate alle violazioni diritti umani. «O si trova un sostituto», sono le parole di Giannecchini, «o bisogna capire come gestire la situazione. È sicuramente un problema sul quale qualcuno deve mettere la testa». C’è poi la necessità di mettere il turbo sul ricerca e innovazione: «Siamo in attesa da mesi della nuova programmazione europea, dei nuovi bandi settennali. Avremmo sperato dalla Regione Toscana maggiore tempestività sulla programmazione di questi strumenti».
In questo quadro, quando si tocca la questione Viareggio, Giannechini parla chiaro: «Ci siamo fatti trovare impreparati alle scommesse che il mercato ci pone. A partire dalla questione delle infrastrutture portuali, continuando con il fatto che la bozza di Piano regolatore è pronta da più di un anno e non viene condivisa. Per Cna è impellente mettere mano al Piano regolatore, perché le aziende rivendicano da tempo spazi. Vogliamo capire qual è l’ostacolo». L’appello è chiaro: «Mettiamo mano al porto con le soluzioni che devono andare nella direzione di agevolare l’industria nautica viareggina». Su questo fronte, oggi, c’è anche il problema – tutto aperto – della nomina del nuovo segretario della Autorità portuale regionale. «Il segretario deve essere un tecnico», è la posizione di Cna: «È necessaria una figura nominata dalla Regione, certo in accordo con il Comune di Viareggio, ma che sia una nomina che tenga conto degli aspetti tecnici e normativi. Auspichiamo che si decida velocemente». Ultimo, ma non per importanza il futuro del Salone nautico targato Viareggio: «Non bisogna perdere questa esperienza che va rilanciata con un modello che abbia caratteristiche innovative rispetto alle esperienze fatte. La Toscana deve avere il suo Salone e per questo chiediamo di investire su questo strumento di valorizzazione di Viareggio e del Distretto nautico».
Resta, Giannecchini non dimentica di ricordarlo, la preoccupazione per il futuro di Perini Navi, di nuovo all’asta a fine mese: «Ribadiamo la necessità di arrivare a una conclusione veloce della procedura. Le aziende dell’indotto, coinvolte per decine di milioni, possono stare in piedi solo grazie dall’andamento positivo del mercato».
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