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Violenza sulle donne: il no del Comune alla residenza fittizia

Donatella Francesconi
Violenza sulle donne: il no del Comune alla residenza fittizia

Bocciata dalla maggioranza la proposta di Nicoletti La Casa delle donne: «Motivazioni inammissibili»

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Donatella Francesconi

viareggio. Dare alle donne costrette a proteggersi dalla violenza subita in famiglia o nelle relazioni affettive la possibilità di nascondere la propria nuova residenza nel momento in cui la propria vita e quella dei loro figli «permane in uno stato di pericolosità». La proposta era contenuta nella mozione presentata dal consigliere comunale Tiziano Nicoletti, che l’ha portata all’attenzione dell’ultimo consiglio comunale. Incassando il voto contrario della maggioranza dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Maggioranza che ha motivato il proprio parere contrario sostenendo che la soluzione proposta da Nicoletti è difficile dal punto di vista normativo. «Io chiedevo che fosse convocata la Conferenza dei sindaci della Versilia per organizzare la ricerca della soluzione», replica Nicoletti. Il quale rende noto: «Il Comune di Torino ha approvato la delibera “Istituzione della residenza fittizia per le donne vittime di violenza” il 3 dicembre 2019. Con una delibera di Giunta». Insomma, sarebbe bastato adottare un provvedimento analogo e/o consultarsi con le amministrazioni che già hanno adottato provvedimenti simili.

Sulla vicenda interviene la Casa delle donne di Viareggio che esprime «profonda indignazione. Le motivazioni addotte come spiegazione al voto contrario, legate ad una presunta eccessiva difficoltà a livello normativo, sono inammissibili e rappresentano solo delle scuse accampate da una amministrazione che fin dal primo mandato ha dimostrato di non avere sensibilità né tantomeno contezza e interesse nei confronti di quella che è a tutti gli effetti una piaga sociale: la violenza contro le donne. Altri Comuni hanno già approvato da tempo una mozione simile e applicato l’utilizzo della residenza fittizia. La richiesta portata da Nicoletti doveva e poteva essere rimandata in sede intercomunale. Nonostante l’immagine che deriva da questa votazione sia quella di un’amministrazione che sbatte la porta in faccia alla realtà delle donne e dei bambini che subiscono violenza, ci auguriamo che il Comune prenda prontamente in considerazione la necessità e l’importanza che tale residenza fittizia rappresenta e si faccia portatrice di questa proposta nel tavolo di concertazione dei sindaci della Versilia».

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