Il Tirreno

Versilia

Luoghi mariani 

I 200 anni del Santuario del Piastraio a Stazzema

T.B.G.
I 200 anni del Santuario del Piastraio a Stazzema

Messa officiata dall’arcivescovo di Pisa ed esibizione della corale Sant’Antonio di Marina di Pietrasanta 

2 MINUTI DI LETTURA





Seravezza. Fra i boschi e nel silenzio di Stazzema, raggiungibile soltanto attraverso un sentiero, è custodito uno dei luoghi di culto mariano più antichi della Versilia. È il santuario del Piastraio o della Madonna del Bell’Amore. Che oggi celebra i 200 anni esatti dalla sua costruzione. Anche se quel luogo – prima semplicemente una marginetta con l’affresco tanto venerato della Madonna seduta su un trono con un bambino in braccio - fu meta di un incessante pellegrinaggio anche nei secoli precedenti. Con la messa delle 10,30 di questa mattina, officiata da monsignor Giovanni Paolo Benotto e dal nuovo parroco di Stazzema Padre Benvenuto, sarà appunto reso omaggio a questo anniversario. Seguirà un canto della corale Sant’Antonio di Marina di Pietrasanta, diretta dalla maestra Stefania Goti. E’ lei infatti ad aver rielaborato un pezzo già dedicato alla Madonna del Bell’Amore del ‘900, e che oggi è diventato l’inno di questo luogo sacro. La giornata celebrativa è stata preceduta da un intenso lavoro di pulizia esterno e interno del santuario da parte degli operai dell’Unione dei Comuni e poi dai residenti della frazione di Stazzema. Il santuario del Piastraio (nome che deriva dalla vicina cava di marmo dismessa del Piastraio) fu costruito nel 1821. Infatti attorno alla marginetta l’affluenza dei pellegrini era diventata davvero consistente, così il sacerdote di Stazzema Don Costantino Apolloni decise di realizzare quella chiesa. Una chiesa degna del tanto interesse attorno all’immagine della Madonna che era considerata miracolosa. Il nuovo santuario fu benedetto e inaugurato domenica 26 agosto 1821. Ed è per questo che si considera valida l’ultima domenica di agosto per questa ricorrenza e per festeggiare il santuario mariano. L’edificio religioso fu eretto accanto a quella che un tempo fu la casa di Bartolomea Bertocchi. Questa donna, rimasta vedova, decise di dedicare tutta la sua vita alla cura della sacra immagine che si trovava nell’edicola. Così nel 1700 fece costruire un'abitazione lì e diventò la custode del luogo di culto. In seguito divenne la casa del pellegrino: agli inizi degli anni 2000 grazie ad un cospicuo finanziamento la Soprintendenza dei beni culturali ha restaurato tutta quella struttura ricettiva che oggi però è chiusa. Il santuario invece recentemente ha subito un intervento di ristrutturazione del tetto. È raggiungibile o scendendo il sentiero dalla Pieve Santa Maria Assunta di Stazzema o salendo la mulattiera che parte dal paese di Mulina.

T.B.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera