Il Tirreno

Versilia

violenza contro le donne 

Vìola il divieto di cercare la ex: arrestato dai carabinieri

Donatella Francesconi
Vìola il divieto di cercare la ex: arrestato dai carabinieri

L’uomo è a processo per vendetta pornografica, lesioni, furto e altri reati Ma si è presentato sul luogo di lavoro della donna e le ha inviati messaggi

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Donatella Francesconi

versilia. Nel giro di pochi mesi, dal giugno al novembre 2020, l’uomo – un ultra cinquantenne – aveva creato un clima intimidatorio attraverso minacce e molestie, tale da causare alla donna vittima dei suoi comportamenti «un perdurante e grave stato di ansia e da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria e dei prossimi congiunti». E non solo: perché di quella relazione finita e diventata un incubo per la sua ex compagna, lo stesso uomo aveva diffuso «illecitamente immagini e video a contenuto sessualmente esplicito». Nonostante i provvedimenti presi nei suoi confronti dal Tribunale di Lucca, e il processo già fissato per settembre – però – l’uomo ha continuato nella persecuzione: si è presentato sul luogo di lavoro della donna e le ha inviato messaggi tramite whatsapp. Finendo per essere arrestato dai carabinieri della Compagnia di Viareggio. Per lui sono stati disposti i domiciliari, con la contestazione di aver violato il provvedimento del Tribunale di Lucca (gip Antonia Aracri) che disponeva a suo carico la misura coercitiva del divieto di avvicinamento alla donna, alla di lei residenza, alla abitazione di un amico della stessa, a una serie di luoghi abitualmente da lei frequentati. Misura alla quale si aggiungeva il «divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo» con la vittima dei reati a lui contestati. Che, nello specifico, sono: lesioni aggravate, furto aggravato, diffamazione, violazione di domicilio, ma – soprattutto – «atti persecutori aggravati dall’essere commessi ai danni di persona già legata da relazione affettiva e diffusione illecita di immagini e video a contenuto sessualmente esplicito». Quello che viene definito “revenge porn” e tradotto in “vendetta pornografica”.

Il protagonista in negativo di tutta questa vicenda aveva anche rubato il cellulare della donna con la quale aveva avuto un legame sentimentale e andava contattando anche parenti prossimi e amici per invitarli ad andare a vedere il sito porno sul quale aveva riversato le immagini. Annunciando a tutti che la donna «sarebbe diventata famosissima sul web». Sempre che non avesse fatto «ammenda» per la relazione cui aveva messo fine. Accuse, quelle ripetute dall’uomo nei riguardi della donna, che il gip del Tribunale di Lucca non ha esitato a definire «tanto gravi quanto pretestuose».

Adesso la vicenda approda al primo grado di giudizio e l’arresto scattato per l’uomo non migliora certo la sua posizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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