Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
la lettera 

«Non si può snaturare l’anima del Carnevale»

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viareggio. Carnevale o non Carnevale è il dilemma di fine estate. Ben riassunto nella lettera aperta inviata da Cristina Ceragioli alla presidente della Fondazione Carnevale, Marialina Marcucci. «Io ci avevo creduto. Come da anni, ho acquistato in prevendita quattro cumulativi, due dei quali per due ragazzi di 16 e 21 anni. In famiglia la discussione era stata accesa: tutti contrari a una manifestazione da svolgere a fine stagione estiva. Ma io ho ritenuto opportuno dare un sincero contributo che sentivo essere più significativo in questo momento particolarmente difficile anche per il nostro Carnevale». Ceragioli prosegue: «Io ci avevo creduto. Avevo creduto che se pur con qualche norma specifica il Carnevale si potesse svolgere nella sua interezza. Ma soprattutto avevo dato per scontato che non si sarebbe mai sottratta la partecipazione spontanea e chiassosa, dissacrante e irriverente con quel contatto umano legato all’abbraccio e allo scherzo, contornato di balli, urla e getti di coriandoli, in altre parole la sua stessa anima». Oggi si sa che così non sarà. E, allora: «Cara presidente, non sempre è possibile accettare soluzioni alternative che comportano modifiche così sostanziali a pena lo svuotamento dei contenuti essenziali e delle motivazioni più profonde. Cambiare idea fa parte dell’intelligenza della persone: credo che sia meglio rinunciare alla manifestazione 2021 che accontentarsi. Perché se la trasmutazione del Carnevale di Viareggio nel Carnevale Universale deve diventare statico spettacolo teatrale per pochi, io – come credo gran parte di utenti – non ho acquistato i miei biglietti per questa rappresentazione».

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