Il Tirreno

Versilia

L’iniziativa 

Una gara di vele per onorare il ricordo di Pampaloni

Angelo Petri
Una gara di vele per onorare il ricordo di Pampaloni

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FORTE. Una veleggiata non competitiva, domenica prossima, per ricordare Franco Pampaloni a due anni dalla scomparsa. Storico balneare creatore di un Bagno cult come l’Annetta, Pampaloni è stato un precursore dei tempi e ha fatto la storia del turismo in Versilia.

Le vele si ritroveranno al pontile alle 14 per fare rotta fino alla boa davanti al Bagno Annetta, e quindi tutti in direzione nord sino al Cinquale da dove faranno, infine, ritorno all’Annetta dove la Carmela e l’Annina prepareranno una merenda ai partecipanti al mitico chiringuito sulla spiaggia. Come nelle migliori tradizioni dello storico “Merendero”, che Franco organizzava, dopo ogni regata.

«Merende – come rammenta l’amico Franco Dazzi – che ravvivate dalle discussioni e dalle polemiche classiche del “dopo-regata” e che finivano tutte nel segno dell’allegria e dello sfottò nei confronti di chi aveva “preso le fave” , ma sempre nel senso dell’amicizia e della passione per la vela. “Il mare senza una vela è come un giardino senza fiori” diceva Franco e “una regata senza una mangiata non è completa”. Così innumerevoli momenti di allegria erano vissuti intorno a lui».

Fondatore dello Yachting club insieme a Ovidio Balderi, Albè di Toppa per gli amici, Franco Dazzi, Gigi Meccheri e Lorenzo Barberi, socio venemerito della Compagnia della vela di Forte, socio della Velica Viareggina, aveva dedicato molto tempo all’organizzazione di eventi velici di grande livello, come la regata internazionale dedicata ai fratelli Meccheri o La Sfida, il match race tra i 5, 50 della Classe U, che vide addirittura l’approvazione da parte della federazione italiana di un nuovo regolamento di stazza e di costruzione e la realizzazione di ben otto nuove imbarcazioni progettate e costruite da architetti, cantieri e maestri d’ascia famosi, tra i quali anche il nostro grande Virgilio Aliboni.

«Ma Franco – come lo ricorda ancora Dazzi – fu anche un sportivo e fece parte della squadra nazionale azzurra della Classe Finn, ottenendo importanti risultati. Andare in barca a vela per Franco non era solamente una festa, rappresentava anche un momento di riflessione. Così anche nella vita come nella vela “al timoniere che non sa dove andare è inutile il vento buono” oppure che “la direzione del vento non si può modificare, ma si possono orientare le vele” . Da queste affermazioni deriva la considerazione sulla grande valenza educativa della pratica della vela e quindi delle scuole di vela, vere e proprie scuole di vita. Anche per onorare queste idee, invito tutti a prendere il mare domenica – conclude Dazzi – per ricordare Franco, le sue battute, il suo impegno e la sua sconfinata passione per la vela».

Angelo Petri

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