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Nei racconti di Giampiero Gelmi il palcoscenico è la Versilia
Al Bagno Alle Boe la presentazione degli ultimi racconti dell’ex top manager milanese tra fantasia e mistero
il personaggio
Metti un giorno Filippo di Bartola, titolare dell’omonimo ristorante a Pietrasanta e a Forte dei Marmi, che litiga con un premio Nobel nel suo locale. E lo scontro è paradossale: i due discutono sul numero di parti in cui va divisa una pizza. La storia è buffa e misteriosa perché il Nobel scomparirà. Ma è tutta frutto della fantasia dell'autore, Giampiero Gelmi, scrittore per passione di 68 anni ed ex top manager (in pensione) di una società di assicurazioni di Milano. Vive da quasi 12 anni a Forte dei Marmi – luogo che lo ispira alla scrittura – e dopo due libri di poesie e tre racconti arrivano altre due storie con personaggi e luoghi reali tutti versiliesi. Gelmi presenterà il libro (che in realtà sono due racconti) “La pizza pentagonale” e “Clic!”, giovedì alle 21 al Bagno Alle Boe. Condurrà la serata, dal titolo “Racconti capovolti”, il titolare Roberto Santini. Se il protagonista della prima storia è il notissimo ristoratore, nella seconda è il fotografo Nicola Gnesi che, però, nel racconto, che si svolge fra Pietrasanta e il Bagno Piero, si chiama con un nome anagrammato, Nicola Signe. «I mie testi vanno inseriti nella categoria fantasy e mistery – spiega Gelmi -. Sono storie di fantasia che contengono dei misteri perlopiù insoluti: lascio all’interpretazione del lettore la spiegazione. Nascono però da episodi che mi capitano e mi ispirano. Ad esempio mi trovato al ristorante Filippo a Forte, ed eravamo in cinque. Ordiniamo una pizza e Filippo dice che la divide in otto. Io faccio una battuta: “Come? Siamo in cinque”. E questo attimo ha dato vita a “La pizza pentagonale”». Il racconto inizia appunto con un professore premio Nobel che si trova da Filippo: fa una scenata perché la pizza la vuole tagliata in cinque. Il professore poi torna al locale in un giorno di chiusura per scusarsi del casino, e nasce fra loro una confidenza. Ma da lì inizia anche il mistero perché il Nobel scompare. I racconti di Gelmi sono un continuo colpo di scena. Come nel caso di “Clic!” in cui Nicola Signe è ossessionato dalla fotografia, e ha una sorta di dono: prevede il futuro. Talento che però lo porterà a fare disastri e poi finire pure in galera. Ma il finale è inaspettato perché il fotografo avrà un colpo di fortuna. «Io e mia moglie abbiamo avuto un figlio più di undici anni fa e abbiamo deciso di non farlo crescere a Milano ma in Versilia. Qui stiamo benissimo e Forte dei Marmi mi suggerisce e mi stimola a scrivere. È lui che ha realizzato i disegni delle copertine. Mentre la prefazione è di Elettra Ronca». Il libro è distribuito da Pezzini Editori e il ricavato delle vendite andrà tutto in donazione all’associazione “Aiuto ai bambini cerebrolesi”. Gelmi è iscritto all’Albo dei giornalisti ed è stato direttore del settimanale del Corriere di Mortara (paesino fra Pavia e Milano).
Tiziano Baldi Galleni
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