Il Tirreno

Versilia

Zio e nipote in balia delle onde: maxi intervento con i bagnini di 9 stabilimenti

Luca Basile
Da sinistra Federico Focacci (bagno Liù) e Luca Salvatori (bagno Francesco)
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Da sinistra Federico Focacci (bagno Liù) e Luca Salvatori (bagno Francesco)

Marina di Pietrasanta, erano usciti con il surf quando sono andati in difficoltà: il racconto di chi li ha soccorsi

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MARINA DI PIETRASANTA. Quello che è andato in scena, ieri pomeriggio, dalle parti della spiaggia di Fiumetto, è stato un salvataggio in mare che ha visto coinvolti un gruppo di bagnini, giovani e meno giovani, animati da un forte spirito di squadra e da quel mantra di fondo, in salsa di salmastro, dove non esiste l’ “io”, ma il “noi”.

Sono le 13,30 quando zio e nipote decidono di regalarsi un momento di divertimento con la tavola da surf in dote sfidando le onde, alte, troppo alte che si increspano a due passi dalla riva. Pochi istanti e la situazione si complica con i due che si ritrovano spinti al largo dalla corrente e in difficoltà a rientrare. Il rischio è concreto e Luca Salvatori del bagno Francesco e Federico Focacci, del Liù, non perdono tempo: escono con il pattino di salvataggio per portarli in salvo. Un’istantanea che viene vissuta con apprensione – ma anche con i soliti telefonini a portata di mano a filmare il tutto – da un numero crescente di persone sulla battigia.

«Appena il mio collega Luca si è buttato in mare con il pattino, dopo che i fischi e i richiami dei bagnini degli stabilimenti Francesca e Aretusa non avevano sortito alcun effetto, l’ho ovviamente seguito: zio e nipote si trovavano ad oltre 50 metri dalla riva. Appena raggiunti abbiamo visto che per il bambino non c’erano grandi problemi e infatti è riuscito a rientrare appoggiandosi alla tavola. Più a rischio – racconta Federico Focacci – la situazione dello zio: non era sicuramente nel panico, ma in evidente difficoltà. Alla fine siamo riusciti a metterlo in salvo con il pattino, ma durante il rientro, a causa di un’onda più alta e potente di altre, Luca Salvatori, l’altro bagnino, è finito in mare. Insomma, sono stati momenti di forte tensione, anche se abbiamo mantenuto tutti la calma. Ma a rendere la situazione meno critica è stato l’intervento, chi a nuoto e chi ancora con il patino, degli altri bagnini degli stabilimenti confinanti. Dopo qualche minuto di troppo, grazie appunto a questa azione condivisa, abbiamo raggiunto la riva: stiamo tutti bene, nessuno ha avuto bisogno delle cure mediche, ma sicuramente è stata una mezz’ora veramente complicata. Personalmente, poi, è stato il mio primo salvataggio: ho 19 anni, ma posso dire che a colpirmi tanto e a consegnarci ad un epilogo favorevole, dopo un momento difficile e rischioso, è stato soprattutto l’impegno collegiale da parte di tanti bagnini. È questo lo spirito – conclude Focacci – che caratterizza chi lavora alla sorveglianza sulla spiaggia e mi sembra giusto evidenziarlo».

Salvataggio che ha infatti coinvolto, oltre ai bagnini del Francesca e del Liù, quelli dei Bagni Sebastian, Chimera, Patrizia, Nimbus, Bonanza, Mizar, Wanda. «Non siamo eroi e non ci piace la retorica che sta dietro, talvolta, a questi salvataggi: siamo invece professionisti – è il pensiero dei bagnini – che amano e conoscono il mare e che non esitano ad aiutarsi l’uno con l’altro se le circostanze, come quella di ieri, lo richiedono. L’importante, alla fine, è che tutto si sia poi risolto per il meglio».

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