Nuovi incidenti sulla ciclabile a causa delle siepi troppo alte
Il presidente del Consorzio Mare Versilia torna a fare appello ai propri colleghi: «Rispettate le regole stabilite oppure è giusto che veniate sanzionati»
Luca Basile
PIetrasanta. L'ultimo capitombolo, l'ennesimo e senza conseguenze, risale a due giorni fa: un uomo con la bici, riesce a schivare, lungo la ciclopista che si allunga fra Fiumetto e Tonfano, un'auto in uscita dallo stabilimento balneare, ma nel farlo finisce per terra. Grande spavento, qualche imprecazione, lievi escoriazioni e poi i chiarimenti del caso: una stretta di mano fra i due e tanti saluti.
«Ma non illudiamoci, una volta o l'altra qualcuno si farà male sul serio perché la ciclopista di Marina è pericolosa. E poi ci mettiamo del nostro anche noi balneari», ammette un concessionario. Il “nostro” in questione si riferisce l'altezza delle siepi e del verde che fanno da cornice all'ingresso dei parcheggi dei bagni: qualche mese fa Francesco Verona, presidente del Consorzio Mare Versilia, chiese ai suoi associati di rispettare il regolamento e di abbassare l'altezza appunto delle siepi a un metro e 20 centimetri, così come normativa impone.
«Se sono stato ascoltato? Non certo come auspicavo, c'è chi è in regola e chi, invece, non ha raccolto il mio invito. E questo è un problema, perché la visibilità, in entrata e in uscita dai parcheggi dei bagni, con la ciclopista rasente gli accessi, è scarsa in caso di siepe alta. E quindi motivo di pericolo. O tagli la siepe o è giusto e doveroso essere sanzionato. Non vedo altra soluzione», è il pensiero di Verona protagonista nei giorni scorsi di un altro appello alla categoria, quello di non organizzare feste con ballo sulla spiaggia.
Ma tornando alla ciclopista, sarebbe ingiusto attribuire ogni rischio potenziale allo stato di alcune siepi degli stabilimenti balneari: «La questione è più complessa: a differenza di Lido e ancora di Forte dei Marmi, dove il passaggio delle bici non è appunto rasente agli accessi dei Bagni, quella di Marina non propone alcun spazio di sicurezza, definiamolo cosi, e quindi il rischio di scontro fra bici e mezzo - in entrata e soprattutto in uscita - è alto. Questo percorso andrebbe ripensato una volta per tutte. Ma c'è altro: la ciclopista è ovviamente utilizzata anche dalle persone che passeggiano e fanno footing e quindi anche in questo contesto i rischi sono evidenti. Senza dimenticare che da qualche tempo a questa parte il transito, a velocità sostenute, di biciclette elettriche e ancora di monopattini, ha reso questo percorso una sorta di terno al lotto. Ecco, chi si muove con bici elettriche e monopattini, in taluni casi, dovrebbe essere sanzionato perché lo fa a velocità incompatibili con una ciclopista. Insomma, troppi problemi: una riflessione sarebbe doverosa». —
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