I titolari dei locali: «Oppressi da traffico, droga e violenza»
La denuncia dei proprietari delle attività sulla Marina: c’è chi va al ristorante e pretende di non pagare, poi spacca tutto ma nessuno interviene
Donatella Francesconi
torre del lago. Mentre si attendono i provvedimenti che l’amministrazione comunale di Viareggio è chiamata a prendere per il fine settimana in arrivo in materia di musica fuori dai locali tutti, ristoranti e bar compresi, come richiesto dal commissariato di Viareggio della polizia di Stato, si leva la voce dei ristoratori della Marina di Torre del Lago che lanciano un appello: «Venite a verde cosa accade qui da noi ogni fine settimana. Posso garantire», è la testimonianza di un dipendente di un locale, «che come tutti i giorni sono lì mattina, pomeriggio e sera, ed è veramente “terra di nessuno”, sia di giorno che di notte. Il sabato sera c’e gente che parcheggia le auto sulle aiuole, sui marciapiedi, gente che fa i bisogni davanti a tutti nelle aiuole spartitraffico. Noi abbiamo chiamato più volte i vigili urbani, anche perché farebbero più di 100 multe a sera garantite, ma la loro risposta è stata che sono sotto organico».
Viale Europa viene invaso fino all’alba ogni fine settimana, tanto che più di un esercente si è rivolto alla vigilanza privata per far sorvegliare la propria attività dalla mezzanotte alle otto del mattino, così da non ritrovarla danneggiata. E c’è perfino chi si è dotato di personale all’esterno del ristorante il cui compito è segnalare ai clienti il parcheggio disponibile. Visto che da una certa ora in poi è parcheggio selvaggio, anche in mezzo alle aiuole e ovunque sia possibile. «Contando sul fatto», spiegano i commercianti della Marina, «che il personale Mover è ancora in casa integrazione e quindi, di fatto, a mezzo servizio. Così che nessuno controlla».
Caos traffico, degrado, sporcizia, fiumi di alcol venduto dagli abusivi (in un furgone, sanato scorso, c’erano oltre mille bottiglie di birra in attesa di essere vendute fuori da ogni normativa) e tanta droga: «Sabato scorso un uomo è caduto a terra, visibilmente non in se», è il racconto, «e dal sacchetto che aveva in mano sono cadute una cinquantina di “pasticche”. Che lui si è messo a raccogliere, carponi, una ad una». E non si trattava di aspirina.
Al mattino, poi – così la testimonianza di chi ha chiamato ieri mattina in redazione al Tirreno – «trovi i soliti che hai visto in azione col buio che ti vengono a offrire, in vendita, le biciclette e i telefoni cellulari che hanno rubato nella notte».
Sabato pomeriggio – racconta al Tirreno il dipendente di un locale, qualificandosi – «in un ristorante si è seduto un uomo ubriaco, il quale ha ordinato cibo e vino a volontà e poi al momento del conto si è rifiutato di pagare, offendendo il proprietario e dando in escandescenza sotto gli occhi dei turisti. Abbiamo chiamato il numero unico per le emergenze ,spiegandogli che l’uomo stava facendo danni fuori dal locale, e sapete dopo quanto sono intervenuti? Mai».
Oltre al tema della sicurezza, sulla Marina c’è quello del degrado: «Non c’è un cestino per i rifiuti su tutta la Marina», prosegue la testimonianza: «I turisti escono dal mare, con i sacchetti dei bisogni dei cani, dei residui di cibo e o se li portano a casa, o li tirano per terra». Per fortuna qualche parcheggio a pagamento si è dotato di contenitori per i rifiuti e così si sopperisce alla cronica assenza di cestini, cassonetti o quanto altro che potrebbero – viene sempre ripetuto – non essere compatibili con l’ambiente e il Parco naturale. Con i quali, sembra di capire, sono invece perfettamente compatibili i cumuli di rifiuti abbandonati tra le due. —
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