Italia
La rabbia in piazza d’Azeglio «Noi viareggini di serie B»
Avvocato si è rivolto più volte al Comune per le condizioni precarie della zona «Basta fare pochi metri per vedere un’altra città: è assurdo e inaccettabile»
Matteo Tuccini
viareggio. Era orgoglioso di essere tornato a vivere nella sua città. Quella in cui è nato e cresciuto. Così fiero di aver convinto la moglie a lasciare la natia Romagna, promettendole un appartamento vista mare.
«Il problema è che sotto la vista mare ho la vista... schifezze – protesta Sandro Gemignani, avvocato che vive in una bella casa con affaccio su piazza D’Azeglio – Erba secca, spazzatura, marciapiedi in condizioni pessime. Per non parlare delle frequentazioni discutibili, che trasformano questa zona in un luogo poco raccomandabile. E la cosa che mi fa ancora più arrabbiare è che basta fare pochi metri per vedere un’altra città. Un’altra Viareggio. Ma è possibile una cosa del genere? E, soprattutto, è giusta?».
Gemignani, come tutti i viareggini, ha i piedi ben piantati nella sua città: negli ultimi tempi si è confrontato con alcuni residenti e commercianti della zona e anche con un operatore della Sea. Si è rivolto più volte al Comune, per chiedere interventi. Una delle questioni affrontate è l’irrigazione dei giardini di piazza D’Azeglio, che sembra essersi bloccata.
«Non è chiaro – spiega Gemignani – come mai ci sia questo disservizio. Ed è ancora meno chiaro se diamo un’occhiata qui vicino, all’erba di piazza Garibaldi. Sembrano due città diverse. Lo stesso potrebbe dirsi per altre zone, come il Piazzone e la via Regia, che nel confronto ad esempio con piazza Shelley e piazza Puccini sembrano far parte di un altro mondo. Sono contento e soddisfatto di una piazza Puccini bellissima, ma se permettete anche noi siamo viareggini. Non è giusto che ci siano cittadini di serie A e di serie B».
Lo sguardo del professionista, oltre che su piazza D’Azeglio, è rivolto anche su via Matteotti. «Sembra diventato uno degli orinatoi di Viareggio, con i marciapiedi dissestati – spiega – Non capisco come sia possibile non rendere questa strada un po’ meno accidentata». Ma il problema, secondo il legale, è soprattutto piazza D’Azeglio. «La cura e manutenzione del verde e degli arredi urbani – dice Gemignani – dovrebbe essere uno dei principali scopi dell’amministrazione comunale di una città turistica: siamo stanchi di sentirci dire che Viareggio non è quella degli anni ’80 o ’90, fa schifo, e cose così. E poi ci sono frequentazioni poco raccomandabili, con persone che fanno i loro comodi. E magari importunano i passanti in un punto importante della città, all’inizio della Passeggiata. Ho più volte posto il problema al Comune e ora coinvolgo Il Tirreno perché metta in evidenza questa situazione non più accettabile». —
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